Predomo, da Bronzolo al tetto del mondo: “Ora sogno Parigi 2024”

Mattia Predomo, ciclista classe 2004 di Bronzolo, ha conquistato due maglie iridate ai Mondiali juniores su pista di Tel Aviv in Israele. Lo sprinter della Campana Imballaggi Geotex Trentino ha vinto l’oro nella velocità, la sua specialità preferita, e nel keirin, condendo il tutto con il bronzo nel chilometro.

Raccontaci l’esperienza israeliana…

“Come all’Europeo siamo partiti senza aspettative, o meglio le aspettative c’erano ma mai avrei pensato di portare a casa una maglia, figuriamoci due. C’era anche la voglia di fare bene nel team sprint ma ho fatto una cavolata causando una falsa partenza: mi assumo tutte le responsabilità. Abbiamo provato anche il chilometro e a quanto pare è andato bene (ndr. Predomo ha chiuso secondo con il tempo di 1’02” 650)”.

Predomo in maglia iridata

Raccontaci le maglie iridate…

“La prima è stata il keirin. Una disciplina che è un po’ come un terno al lotto, spesso vince anche il più furbo e non il più forte. Io ho avuto la fortuna di trovarmi nella posizione giusta e di avere lo scatto pronto al momento giusto, scattando dalla distanza per me migliore, ovvero un giro e mezzo dalla fine. Direi che ha dato i suoi frutti. Quello della velocità è stato un torneo con ritmi serratissimi, abbiamo corso le gare a due ore di distanza l’una dall’altra. È stato molto stressante fisicamente e mentalmente, molti avversari li ho visti molto provati come l’’australiano. Ci ha chiesto di aspettarlo cinque minuti perché non stava bene a causa del susseguirsi delle gare. Speravo tantissimo nella maglia della velocità: è la specialità che più mi piace ma non sono arrivato con la sicurezza di vincere, quello proprio no”

Quali sono state le emozioni?

“La prima maglia è stata un po’ strana perché ho vinto ma sapevo che il giorno dopo dovevo comunque correre e non potevo godermela al 100%, la seconda è stata un po’ più un sollievo”

La gioia di Predomo in maglia azzurra

Con Bznews24 ci siamo conosciuti due anni fa quando eri diventato campione italiano e già quel titolo sembrava qualcosa di grande per l’Alto Adige, due anni dopo sei campione del mondo. Che effetto fa?

“Fa uno strano effetto, devo ancora realizzare quello che è successo tra Europei e Mondiali quest’anno. Sono state quattro belle botte in tutto, devo ancora capire quello che ho fatto. Ho compreso che è stata una grande impresa soprattutto quando ho saputo che abbiamo riportato la maglia della velocità in Italia trent’anni dopo. Devo ancora realizzare”

L’hai appena detto, quest’anno hai brillato anche agli Europei con altre due maglie…

“Quest’anno è iniziato bene con molte vittorie nelle corse continentali in Germania. Siamo andati agli Europei con il desiderio di fare molto bene ma non pensavo di portare a casa medaglie, anche perché ci sono nazioni molto più preparate di noi. Invece abbiamo visto che siamo lì a giocarcela. Al Mondiale però c’erano anche nazioni extraeuropee che potevano batterci sulla preparazione”

La carica in pista

Dal Mattia Predomo campione italiano al Mattia Predomo campione del mondo cosa è cambiato e su cosa hai lavorato?

“La mentalità e la voglia di fare, se prima era cento adesso ha superato qualsiasi limite possibile. Man a mano che arrivano i risultati ho sempre più fame e voglia di imparare. Del Mattia campione italiano ho capito i punti di forza e su cosa devo lavorare per migliorare. Ho più consapevolezza in me”.

Hai vinto l’oro nella velocità trent’anni dopo Ivan Quaranta, velocista da sei vittorie al Giro d’Italia, che effetto ti fa?

“È un onore, e un piacere essere riuscito a riportare questa maglia in Italia, soprattutto avendo avuto proprio lui come guida, è stato un passaggio di testimone”.

Speri di eguagliare Quaranta o dove vuole arrivare Predomo?

“Eguagliare Quaranta è impossibile, perché un velocista su pista ora non può fare delle corse a tappe come facevano una volta. Però vorrei riuscire a competere nei mondiali Elité battagliando con i migliori”

Insieme a Matteo Bianchi dalla pista avete regalato grandi gioie all’Alto Adige. Il paradosso è che non abbiamo nemmeno un velodromo in regione, cosa ne pensi?

“Più che della nostra regione bisognerebbe parlare di tutta l’Italia visto che in questo momento c’è soltanto un velodromo al chiuso e può essere utilizzato solamente dagli atleti della nazionale. Penso che questo faccia maggiormente riflettere piuttosto che parlare solamente dell’Alto Adige”

Quali sono quindi le difficoltà ad allenarsi?

“L’ora e mezza di macchina ad andare e a tornare ogni due settimane per due volte alla settimana. È abbastanza complicato da gestire, ci sono sicuramente dei passi avanti da fare”

Una pioggia di medaglie per l’Alto Adige

Devi far combaciare il tutto con la scuola?

“Esatto c’è anche questo da calcolare, io vado ancora a scuola. Sono al quinto anno del liceo Pascoli. Vanno armonizzati assenze, gare ed allenamenti. Far combaciare tutto non è facile”.

Il sogno di Mattia Predomo?

“Portare a casa la maglia iridata nella categoria elité e partecipare all’Olimpiade di Parigi 2024, c’è un piccolissimo lume di speranza per farcela e a qualificarsi partecipando alle gare che danno punti olimpici”

Stefano Rossi

Foto Credits Fci e Uci

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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