Perché una tariffa regionale per il gas è impossibile
La proposta d’introdurre tariffe regionali per il gas non è attuabile nell’attuale contesto normativo per diverse ragioni strutturali e legislative. Le tariffe del gas in Italia sono stabilite dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), in conformità con il Decreto Legislativo n. 93/2011 e la Direttiva Europea 2009/73/CE. ARERA garantisce condizioni uniformi su tutto il territorio nazionale, con variazioni limitate a fattori come l’addizionale regionale o i consumi, ma senza modificare la struttura base del prezzo. L’addizionale regionale è un’imposta locale regolamentata dal Decreto Legislativo n. 504/1995, che influisce solo marginalmente sul costo totale del gas e non interviene sulla tariffa base, composta dal costo della materia prima, del trasporto e degli oneri di sistema. Le normative europee e nazionali promuovono l’equità e la trasparenza nel mercato del gas. In particolare, la Direttiva 2009/73/CE e il Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (art. 37 TFUE) vietano pratiche che possano discriminare i consumatori o frammentare il mercato energetico. La rete di trasporto del gas in Italia è gestita da Snam Rete Gas, un operatore unico nazionale. Questo modello centralizzato, sancito dal Decreto Legislativo n. 164/2000, non prevede la possibilità di differenziazioni tariffarie su base regionale, poiché la rete è condivisa e uniformemente regolata. Tariffe regionali rischierebbero di creare disparità tra le diverse aree del Paese, in contraddizione con il principio costituzionale di uguaglianza (art. 117 della Costituzione) e con gli obiettivi di solidarietà nazionale nel garantire energia accessibile a tutti.
Alcune regioni, come quelle a statuto speciale o la Lombardia, possono intervenire sull’addizionale regionale, prevedendone la riduzione o addirittura l’abolizione, come avviene in Lombardia (Legge Regionale n. 10/2003). Tuttavia, tali misure non modificano le #tariffe regolamentate a livello centrale.
L’idea di un sistema energetico equo e integrato richiama i principi promossi da Enrico Mattei, che concepiva l’energia come un motore di sviluppo collettivo, accessibile a tutti, senza squilibri territoriali. Mattei, nel suo modello di gestione delle risorse energetiche attraverso l’ENI, perseguiva l’obiettivo di superare le disuguaglianze tra territori e garantire a tutte le regioni pari accesso ai benefici dell’energia, ritenendola un elemento chiave per la crescita e la coesione nazionale. Una tariffazione regionale contrasterebbe con questa visione, minacciando l’uniformità del sistema e la solidarietà tra le diverse aree del Paese.
L’implementazione di una tariffa regionale per il gas richiederebbe una riforma profonda delle normative italiane ed europee che già sono in crisi a causa del mutato scenario geoeconomico.
Marco Pugliese

