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Il simbolo di una sconfitta

Questo #campetto da calcio tra i condomini di via Torino a #Bolzano  è, di per sè, un simbolo di sconfitta.

Da due anni è chiuso (e lasciato all’incuria) perché “potenzialmente luogo di incontro di persone non proprio raccomandabili”. Lo riporta il giornale Alto Adige ma la storia ha radici più lontane: qualche anno fa, infatti, l’amministrazione condominiale 3A guidata da Marco Lombardozzi che gestisce quell’insieme di condomini ne aveva ipotizzato l’eliminazione. Con tanto di #sondaggio di opinione tra gli inquilini. L’IPES, che ancora detiene alcuni alloggi della zona (ma non tutti), ha fatto ampiamente capire di non essere poi così contraria. 

Peccato che alla gente l’idea di giubilare il campo da calcio per i bambini (cedendo alla maleducazione) non piacesse più di tanto così ha lottato per tenerlo. Per un senso di giustizia e priorità.

Che persone poco raccomandabili frequentino la zona è vero. La frequentano lo stesso posizionandosi sulle panchine: lo sanno anche i muri. Forze dell’ordine, 3A, IPES: situazione nota a tutti da anni. Chiudere il campetto a chiave non le ha certo allontanate. I motivi sono ben altri: poco controllo e assegnazione di alloggi a individui border line su tutte. 

Ora ci risiamo. Il campetto non è stato eliminato ma si sono prese le vie brevi: chiusura eterna. Da due anni. Fatto sta che alcuni bambini hanno affisso dei #disegni chiedendo di riaprirlo. Hanno strappato pure quelli: i disegni. 

Qualche anno fa io ero uno di quei bambini: giocavo in quel campetto e so quanto possa essere bello e importante farlo. Nei cortili è vietato il gioco della palla ma lì dentro era il nostro San Siro. C’era un mondo che girava in un pallone. 

Oggi ci lamentiamo per i piccoli che cercano il loro mondo in uno schermo. Ci rattristiamo che non abbiamo più bimbi nei cortili. Poi, quando ne abbiamo uno da difendere, alziamo le braccia dandola vinta ai maleducati, alla brutta gente e alla #delinquenza. Ci sarebbe persino un nuovo assessorato provinciale alla sicurezza cui aggrapparsi. È affidato alla stessa assessora che gestisce l’IPES. Ulli Mair, questa è la sfida per te: aiuta quel campetto e restituiscilo ai suoi bambini. C’è dentro tutto il senso di questo nuovo assessorato. Fallire sarebbe arrendersi, vincere sarebbe una bellissima medaglia concreta. 

Finora abbiamo perso tutti. 

Ma chi strappa quei disegni per tenere chiuso quel campo ha perso più di tutti. 

Possiamo riscattarci. Insieme però.

✍️ Alan Conti 

AGGIORNAMENTO ORE 14.08 Spiega l’amministratore Lombardozzi: “Una sola precisazione, peraltro doverosa: non è l’amministrazione che ha proposto l’eliminazione o la chiusura del campetto dato che la proposta, regolarmente inserita all’ordine del giorno, è stata avanzata da un gruppo di condomini esasperati per quanto stava accadendo.
Condomini che poi sono rosultati essere la
maggioranza.
Oggi l’argomento è stato riproposto e, infatti, è stato inserito all’ordine del giorno proprio per capire se i condomini vogliano o meno mantenere chiuso il campetto. Il rispetto del
volere della maggioranza si chiama democrazia e sarà, ancora una volta la maggioranza a decidere”.

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