Il Coronavirus cancella il Tour of the Alps, Geoghegan Hart: “Ora la prova più difficile”

Tao Geoghegan Hart, ciclista del Team Ineos, ha parlato in merito alla cancellazione del Tour of the Alps 2020, corsa a lui tanto cara. Questo il comunicato ufficiale pubblicato sul sito della manifestazione: “A seguito della critica situazione generata dall’epidemia di Coronavirus COVID-19, e delle relative misure assunte dall’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) il 15 Marzo 2020, il GS Alto Garda, società organizzatrice del Tour of the Alps, prende atto dell’impossibilità di svolgere la 44a edizione della corsa a tappe Euro-regionale nelle date originariamente previste, dal 20 al 24 Aprile 2020”.
Il 24enne, nel 2019, era stato capace di chiudere secondo in generale, dietro al compagno Pavel Sivakov e davanti a Vincenzo Nibali. Lo scalatore inglese aveva inoltre vinto due delle cinque frazioni, quella inaugurale con partenza e arrivo a Kufstein (AUT) e la quarta tappa con arrivo a Cles (TN). Questo il pensiero di Geoghegan Hart: “Il Tour of the Alps è una corsa che mi piace e sono dispiaciuto per la sua cancellazione, anche perché adoro la cultura, le montagne e gli scenari che la gara attraversa”.

Ti sarebbe piaciuto tornare al Tour of the Alps 2020? Avresti voluto migliorare il secondo posto dell’anno scorso?

“Sì mi sarebbe piaciuto molto, avevo già programmato di partecipare all’edizione di quest’anno e non vedevo davvero l’ora. Le aree che visitiamo in Austria e in Italia sono così belle, alcuni dei paesaggi più incredibili in cui abbia mai corso. Inoltre ho, naturalmente, grandi ricordi del 2019”.

Avevi già studiato il percorso e cerchiato in rosso una tappa che ti piaceva particolarmente?

“Sì, ma – in realtà – non per motivi strettamente sportivi. Ero molto emozionato per le prime due frazioni in terra austriaca, dato che uno dei miei migliori amici si è trasferito di recente a Salisburgo e sarebbe venuto a vedermi con suo figlio. Sarebbe stato davvero speciale visto che non riusciamo a vederci spesso”.

Quali erano i tuoi obiettivi stagionali e come sono cambiati dopo l’emergenza Covid19?

“Il mio obiettivo principale era il Giro d’Italia, insieme a Paris-Nice e Volta a Catalunya, ma ora cambia tutto. Non sappiamo come cambieranno le cose ma sicuramente nulla sarà come avevamo programmato a inizio stagione. Anche il Tour of the Alps non sarebbe stata solo una gara di preparazione ma anche un obiettivo a sé stante”.

Temi questa situazione?

“No, non temo per me, tuttavia sono preoccupato per molte persone, sia per la loro salute che per la situazione economica. Penso che ci aspetteranno mesi incredibilmente difficili, che ci metteranno alla prova molto più di quanto il ciclismo possa fare”.

Quando pensi che, almeno, il ciclismo possa tornare alla normalità?

“Non lo so. Al momento cerco di non pensarci anche perché è tutto così incerto. Ad essere sincero le corse sembrano così lontane, ora c’è paura per la salute e la vita di così tante persone”.

Stefano Rossi




 

 

 

 


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