Ciclismo, ecco il calendario femminile ed Alessia Vigilia sogna con la Roubaix in rosa

vIGILIA 2BOLZANO. Qualche giorno fa l’Unione Ciclistica Internazionale ha diramato il nuovo calendario per la stagione 2020. Se quello degli uomini, seppur con qualche sovrapposizione importante, sembra chiaro e delineato, quello delle ragazze è pieno di punti interrogativi. Ne abbiamo parlato quindi con Alessia Vigilia, ciclista della Casa Dorada Women Cycling Team e vicecampionessa del mondo a cronometro nel 2017, a Bergen, tra le juniores. L’atleta bolzanina ci ha raccontato anche come è cambiata la sua stagione con l’emergenza Covid19, la nascita della storica Parigi-Roubaix femminile e le difficoltà del movimento.

Intanto, chi è Alessia Vigilia?
Sono un’atleta, una ciclista. Vado in bici da quando ho otto anni e da tre sono professionista. Studio scienze motorie all’Università di Verona e corro con la Casa Dorada Women Cycling Team.

Da qualche giorno l’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha diramato il nuovo calendario della stagione 2020. Tutte le corse sono concentrate in poco più di tre mesi (da agosto a ottobre) con Giro d’Italia, classiche e Vuelta Espana che si accavallano. Cosa ne pensi?
Il tempo rimasto per questa stagione è ormai poco e, di conseguenza, vengono penalizzati un po’ il Giro e le classiche, eventi ai quali tutti vorrebbero partecipare. Però per salvare la stagione penso che sia una scelta abbastanza giusta, tutti preferiscono correre, anche così, piuttosto che non correre.

Insieme al calendario maschile è uscito anche quello femminile, cosa pensi di questa nuova riprogrammazione?
A dir la verità non l’ho guardato bene. C’è la novità della Roubaix femminile che sicuramente può essere un’iniziativa importante. Diventa un’altra gara che si svolge nello stesso giorno di quella maschile, può portare visibilità al nostro mondo. Per quanto riguarda il calendario… penso che sia buono ma spero che aggiungano altre corse, magari di importanza minore, se no per alcune squadre sarebbe davvero dura correre solamente le gare World Tour. Si rischierebbe che solamente alcune squadre corrano, mentre altre no.

Hai già cerchiato in rosso qualche obiettivo nel nuovo calendario?  
Nel calendario nuovo no, mi sarebbe comunque piaciuto tornare ad essere competitiva in alcune gare e puntare alla convocazione per gli Europei, visto che erano a Trento. Lavoravo per poter rientrare nelle convocazioni delle under 23, adesso, però, li hanno spostati al 2021. Anche i Mondiali potrebbero essere spostati o rinviati ancora, si parla anche di farli in Oriente. Quindi non so, è difficile programmare e prepararsi con tutti questi punti interrogativi. Sicuramente punto a far bene nelle classiche, sperando di parteciparvi. Gli inviti non sono stati ancora annunciati, penso che decideranno nelle prossime settimane quali squadre invitare e in quali corse. A quel punto potremo stilare anche un calendario più personale. Saperlo ora è davvero difficile, per questo è importante arrivare pronta ad agosto per far bene in qualsiasi gara ci sia.

 


Per i meno avvezzi alle due ruote la Vigilia fa un po’ di chiarezza sulla questione inviti: “Solo otto squadre sono World Tour e partecipano di diritto alle corse, le altre, invece, vengono invitate. Nel circuito femminile le squadre sono in tutto 24, quindi posti ce ne sono ma dipende sempre dalla scelta degli organizzatori della corsa. Prima partecipavano di diritto alle corse le prime 15 squadre della classifica a punti UCI, ora non c’è più una gerarchia. Le otto World Tour sono certe del posto, mentre le altre vengono invitate. Noi puntiamo agli inviti almeno per le classiche italiane, speriamo di poter partecipare alle Strade Bianche, e al Giro d’Italia femminile, anche se ancora non si sa se verrà svolto”. 

Quanto ha influito il Coronavirus sulla stagione e perché?
Ha influito sicuramente tanto, soprattutto per quanto riguarda gli sponsor. Nel mondo femminile è difficile trovarne, figuriamoci in un momento di crisi come questo. Poi sicuramente ha influito sul calendario delle gare dato che tante sono state annullate o rinviate. Così si perde di continuità e di visibilità, si perde un po’ tutto. Speriamo che non ci siano troppi disastri. Se già nel World Tour maschile, in questo momento, alcune squadre fanno fatica, nel femminile, con realtà ancora più piccole, bisogna vedere cosa rimarrà in piedi dopo questa emergenza. Ha influito tanto.

A livello personale come è cambiata la tua stagione?
Sono stati spostati tutti gli obiettivi. All’inizio è stato difficile accettare questa cosa, anche perché era appena cominciata la stagione. Mi preparavo da mesi ed è stato come tornare al punto di partenza e ricominciare come se fosse di nuovo inverno. Sotto un certo punto di vista è stato demotivante ma allo stesso tempo ha aiutato a cercare un po’ più di motivazione. Adesso la motivazione è alta e penso che tutti non vedano l’ora di tornare a correre.

Come hai potuto riprogrammare obiettivi e stagione?
Non sono stati ancora riprogrammati al 100%, perché, come dicevo prima, sappiamo quando saranno le prime corse ma non a quali parteciperemo. Dunque sulle gare specifiche non abbiamo ancora riorganizzato il calendario, mentre con il preparatore lavoriamo per farci trovare pronte per inizio agosto. Puntare su obiettivi specifici non ci è ancora possibile.

Come hai vissuto la quarantena?
Ho avuto modo di seguire un po’ di più le lezioni all’università e ho studiato per portarmi un po’ in pari, anche perché in questo periodo dell’anno, se ci fosse stata la stagione, non avrei avuto modo di frequentare e sarei rimasta ancora più indietro. Ho sfruttato il momento per cercare di rimettermi in pari. Poi ho fatto palestra in casa, esercizi a corpo libero, rulli, gare di rulli e allenamenti con le mie compagne su Zwift. Comunque con la mia famiglia.

vIGILIA 4Quanto è stato difficile allenarsi in quarantena?
Inizialmente è stato difficile anche perché non poter uscire in bicicletta mi pesava molto. È stato importante creare una nuova routine e pian piano mi sono abituata anche a fare rulli, anche se uscire su strada è un’altra cosa. Infatti appena è stato possibile uscire di nuovo su strada sono stata super contenta. Sapevo comunque che era per un motivo importante e quindi ho seguito le regole.

Abbiamo accennato già prima della nascita della Parigi-Roubaix femminile. Quanto fa piacere?
Fa tanto piacere, vuol dire che negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti nel ciclismo femminile. Vedere un’altra classica così importante in calendario, è una grande soddisfazione. Leggevo che stavano anche pensando di fare un Tour de France femminile nei prossimi anni, è un altro segnale che il ciclismo rosa sta avendo sempre più seguito.

Pensi di essere adatta per la corsa delle pietre? Ti piacerebbe correrla?
Non so, non ho mai corso le classiche del Nord. Ho fatto solo una gara sulle pietre ed era andata bene. Potrei essere adatta a un percorso del genere ma è tutto da vedere. Non ho avuto molte esperienze ma sono gare che mi piacciono.

Pare che il Giro d’Italia femminile concentri tutte le tappe tra il Centro e il Sud Italia, cosa ne pensi?
Sono abbastanza contenta che si svolga anche al Sud perché negli ultimi anni si era svolto soltanto al Nord, è comunque un modo per arrivare in più parti d’Italia. Chiaramente sarebbe bello se il Giro d’Italia potesse comprendere più regioni possibili da Nord a Sud.

Per un movimento che necessità di visibilità però, forse, sarebbe meglio toccare più regioni, piuttosto che concentrarsi solamente in una parte dell’Italia…
Sì sicuramente sì, però le gare si organizzano dove c’è chi è disposto a metterci i soldi. Inoltre il nostro “Giro” è di solo dieci giorni, in così poco tempo è difficile girare completamente l’Italia.





Ti piacerebbe tornare alla Corsa Rosa?
Prima bisogna vedere se ci sarà, si sono riservati fino al 31 giugno prima di decidere se si svolgerà o meno. Però mi piacerebbe sicuramente correrla perché è una gara davvero bella e ricca di emozioni. È la corsa a tappe più bella del nostro calendario, merita di essere seguita.

Le tappe non sono state ancora ben definite, hai comunque un tuo obiettivo personale per il Giro rosa?
Mi piacerebbe essere competitiva tra le giovani e puntare alla maglia bianca anche se so che è molto difficile perché ci sono tante atlete giovani che sono già competitive ai massimi livelli. Però classificarmi bene in un giro a tappe, visto che comunque rispecchia un po’ le mie caratteristiche, potrebbe essere un obiettivo.

Un augurio per il proseguo della stagione?
Spero che si possa tornare presto alle gare e che ci siano meno complicanze negative. Speriamo che il ciclismo femminile non subisca troppo la crisi economica e che tutto possa riprendere al meglio.

Stefano Rossi






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