Val Gardena, via allo screening di massa con il test su 3.000 residenti

Covid 19 freepikBOLZANO. L’Azienda Sanitaria altoatesina ha scelto la Val Gardena per il primo progetto di screening a tappeto della popolazione. Saranno 3.000, infatti, le persone interessate dai test sierologici nei Comuni di Ortisei, Santa Cristina e Selva Gardena. Proprio qui si è sviluppato uno dei primi focolai di Covid 19 sul territorio altoatesino e anche in ragione di questo la scelta è ricaduta su questa vallata a lungo definita “estremamente sicura” dall’amministrazione provinciale prima di capire la dimensione della diffusione del virus. Dall’altra parte c’è anche una ragione di richiamo turistico che spinge la Provincia a trovare  strade veloci per ribadire, anche scientificamente, come la circolazione del Coronavirus in una delle zone di punta del territorio sia sotto controllo. La fuga in avanti dei test condotti da un albergo di Ortisei applaudita dal presidente della Camera di Commercio Michl Ebner (pur non avendo alcun valore epidemiologico o statistico) ricalca questa necessità di risposte rapide da parte dei motori economici. Ora si parte con i test a tappeto coordinati dalle autorità sanitarie.
 



Tecnicamente il test sarà doppio, uno sierologico e uno tramite tampone Pcr, su un campione di persone selezionate dal 26 maggio all’8 giugno. Nel comunicato stampa di presentazione, tuttavia, l’Azienda Sanitaria non specifica secondo quali criteri sarà selezionato il campione. A spiegare le modalità di esecuzione è l’ematologo di Bolzano Michele Mian, responsabile del progetto: “Saranno realizzati in collaborazione con l’università di Innsbruck presso il Centro della Protezione Civile a Santa Cristina. L’istituto di statistica provinciale Astat ci ha comunicato come 3.000 cittadini sia un campione significativo così saranno inviate le lettere ai candidati scelti e loro decideranno se sottoporsi su base volontaria perché attribuiamo grande importanza al consenso informato”. Anche in questo, tuttavia, non viene spiegato in base a cosa si sceglierà chi invitare.




L’assessore provinciale alla sanità Thomas Widmann torna sull’importanza di testare la popolazione su larga scala. “In questo modo riusciamo a tracciare dati sulla diffusione epidemiologica credibile. Un primo step lo abbiamo ottenuto testando gli operatori volontari di croce bianca e croce rossa. In questo caso testeremo un terzo della popolazione gardenese e sarà solo il primo passo nella costruzione di una banca dati vasta sia sul contagio sia sul sangue”. Al progetto, sostenuto dai tre sindaci gardenesi, parteciperanno anche alcuni tecnici Eurac e i vigili del fuoco volontari.

Alan Conti

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