Tommaso Longobardi, la voce social che fa crescere Giorgia Meloni

ROMA. Ventinove anni, romano, una laurea in psicologia ed un curriculum da smanettone professionale. È Tommaso Longobardi e c’è lui dietro la vorticosa ascesa di Giorgia Meloni nelle classifiche di indice di gradimento tra i personaggi politici in Italia. Attualmente la leader di Fratelli d’Italia insidia il premier Giuseppe Conte, cha a lungo ha spadroneggiato, a tratti in maniera plebiscitaria, su tutti gli altri.
Ma facciamo un passo indietro cercando di capire quale figura professionale si cela esattamente dietro i personaggi politici. Tutti conoscono Luca Morisi, detto “la bestia”, comunicatore dichiarato di Matteo Salvini ed artefice del successo comunicativo del leader della Lega a tal punto da farlo diventare un personal brand. Sappiamo che Rocco Casalino è colui che gestisce la comunicazione di Giuseppe Conte, un personaggio che dal nulla si è ritrovato a fare il premier di due governi, con un pensiero diametralmente opposto, ricevendo comunque ampi consensi. Sappiamo che il M5S affida la propria comunicazione alla Casaleggio Associati e che Filippo Sensi curava quella di Matteo Renzi nel periodo in cui era il leader incontrastato dal punto di vista comunicativo. E tutti gli altri?

Una premessa è doverosa. Chiariamo che ogni politico di alto livello e non, dai membri del governo, ai parlamentari e per finire ai membri delle giunte e consiglieri regionali o provinciali ha a disposizione un budget che varia a seconda della loro carica per cui sono stati eletti e che si aggiunge alle indennità che normalmente ricevono, spendibile esclusivamente per avere a disposizione uno “spin doctor”. Al giorno d’oggi la realtà è che non puoi fare politica se non hai una persona o addirittura un team che cura la comunicazione e che ti fa spiccare il volo sui social.
È evidente che il giovanissimo Tommaso Longobardi questo lo sa fare molto bene. Inizialmente ha collaborato con Casaleggio (che lui stesso definisce un maestro), ma la linea comunicativa che utilizza è sicuramente quella salviniana. Noto ai più come creatore di “meme” sovranisti, da qualche tempo Longobardi è vicino a Fratelli d’Italia e accompagna la Meloni.
Tra un complotto Franco CFA e il neocolonialismo francese ed un post sulla Libia, tra una specialità culinaria ed i momenti insieme alla figlia, Giorgia Meloni segue alla lettera il trend comunicativo salviniano coinvolgendo i suoi fan spingendoli a commentare, a lasciare like, a condividere, creando la giusta interazione utile a stimolare gli algoritmi social.
Ma oltre alle percentuali relative all’indice di gradimento che sappiamo, lasciano il tempo che trovano, in quanto indici variabili anche in pochissimo tempo, perché possiamo sicuramente affermare che Longobardi è un comunicatore eccellente? Studiando il profilo Facebook della sua assistita, ad esempio, si nota a chiare lettere che sa “sfruttare” molto bene le sue doti. Giorgia Meloni è bravissima nel public speacking (lo è sempre stata in realtà) e si esprimere con naturalezza davanti alle telecamere, per questo Longobardi ha scelto il video come mezzo di comunicazione principale incarnando alla perfezione nei post la propria cliente. La gestione delle dirette è molto oculata in quanto vengono propinate agli utenti solo quando necessario, solo se il contenuto è quello giusto da trattare in una live. In pratica Longobardi utilizza il social network come una vera e propria testata giornalistica riuscendo a catalizzare l’attenzione degli utenti in maniera efficace. Guai a pensare che il social da solo sia la chiave del successo per un politico. Deve servire solo da amplificatore i messaggi, deve essere utilizzato come qualunque altri veicolo di informazioni. Ma se lo si utilizza nel modo giusto questo può diventare fondamentale per ampliare il proprio pubblico grazie a quella sensazione di mancanza di filtro e di contatto diretto che i followers avvertono. Inoltre sfruttare le tendenze del momento è un fattore che sicuramente Longobardi conosce molto bene. In politica non si può avere un calendario editoriale o una pianificazione, c’è bisogno di parlare sempre di notizie di attualità e di entrare nel trend con il timing giusto perché se arrivi tardi saranno pochi gli utenti ad interagire con i contenuti postati.
Un’altra qualità, forse in questo momento quella vincente in assoluto rispetto alle altre, è il modo in cui la leader di Fratelli d’Italia interagisce sui social. Essendo di fatto una coalizione, il centrodestra ha molto spesso gli stessi argomenti di cui parlare. L’utilizzo di una chiave diversa rispetto a Salvini ha realisticamente spostato gli equilibri riavvicinando quell’elettorato che fino a poco fa sosteneva la Lega a FdI. Copiare un avversario è sempre controproducente in quanto depersonalizza il personaggio. Una qualità che accomuna entrambi, invece, è la polarizzazione ideologica, prendendo posizioni nette e dicendo molte volte delle cose che non sono proprio “politically correct”. Questa è una strategia molto in voga tra i politici sia di maggioranza che di opposizione che scatenano spesso le ire di “seguaci antagonisti” nei commenti. Ma parliamoci chiaro, se un politico si preoccupasse di questo non farebbe il suo lavoro. La consapevolezza che tutto ciò fa parte del gioco è di fondamentale importanza.
Insomma, che Giorgia Meloni sia in sintonia con il proprio social media manager è evidente. Che Longobardi sia l’autore dell’impatto social del politico per cui cura la comunicazione altrettanto. Un connubio che per il momento risulta vincente.

Angelo Liuzzi