Silvia Romano libera, tutti i dettagli dell’operazione

BOLZANO. “Si è convertita» è apparso su molti giornali sul conto di Silvia Romano. Cronache che si sono fermate ad indiscrezioni risalenti a settembre 2019. Cerchiamo di capire come i nostri 007 (in cooperazione con quelli turchi e con operazioni tra Kenya e Somalia) hanno trattato una serie d’ ooperazioni a largo spettro, che hanno avuto come conclusione la liberazione di Silvia Romano.

Si è trattato, dunque, di operazioni di polizia internazionale in Kenya e Somalia

In questi ultimi 18 mesi si sono intensificate le operazioni di polizia (locali e a forze miste) tra Kenya e Somalia atte ad individuare legami ed annullare cellule di collegamento tra trafficanti di uomini, criminalità, cellule estremiste, pirateria somala.

La conversione di Silvia risultava in base ad indiscrezioni (settembre 2019) dopo operazioni congiunte intelligence-forze militari (azioni d’ antiterrorismo internazionale sotto copertura aerea, le famose missioni “senza mostrine”) che annullarono più cellule criminali (termine vago) in quella porzione d’ Africa dilaniata dai trafficanti d’ uomini. La ragazza fu costretta a sposarsi e convertirsi, emerse questo e la notizia rimbalzò in Italia.

Infiltrazioni

È il lavoro di cellule infiltrate dai servizi d’ intelligence ma cellule che a loro volta infiltrano campi umanitari, spesso in cerca di facili riscatti ed informazioni, sfruttando una certa libertà d’ azione in contesti in cui è facile trovare copertura tra la moltitudine di persone aiutate (non è possibile una vera localizzazione).

L’ iter ora

Ora la ragazza verrà interrogata e sottoposta a tampone, oltre alle due settimane di quarantena obbligatoria perché proveniente dall’ estero. Probabilmente confermerà la versione di settembre, visto che (come ha riferito da Open) al rilascio le è stato chiesto se desiderasse cambiarsi ed ha risposto appunto d’ essersi convertita, dichiarando che spiegherà tutto alla mamma.

Le operazioni

I rapitori che assaltarono armati la missione di cooperazione in cui lavorava Silvia cedettero gli ostaggi ad una fazione fondamentalista somala, legata ai signori della guerra, impegnata in ricerca di finanziamenti con riscatto per liquidità immediata da utilizzare al mercato delle armi (azioni di pirateria via terra e mare). Elementi del gruppo di Al Shabaab confermano che la ragazza sia rimasta molti mesi nella zona di Bay, nel villaggio di Buulo Fulaay, in una grotta con altri ostaggi. A questo punto viene fissato un prezzo che però non convinse gli 007 italiani. Non erano sicuri d’ essere in contatto con le persone giuste. Si parlava d’ un milione d’ euro. La fine però è appara vicina così si sono intensificati i rapporti tra 007 locali e rapitori. Lo scambio è avvenuto quindi in Somalia con i turchi che fanno fatto da tramite e hanno dato una copertura militare in una zona è calda. Il momento dello scambio è delicato, il teatro scelto ha comportato rischi, oltre ad una alluvione, mortai, cecchini e bande. Un limbo pericolosissimo sulla strada per Mogadiscio. L’ operazione è andata a buon fine, compresa la fase del rientro in città.

Molti dettagli e particolari verranno ora chiariti nelle deposizioni. La rete di collegamento tra bande e gruppi estremisti tornerà utile per le operazioni anti-terrorismo in Africa Orientale che vedono impegnata l’ Italia in prima linea soprattutto in Somalia, Paese martoriato e base della pirateria che infesta le rotte commerciali Asia-Europa.

Marco Pugliese


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