Provincia di Bolzano, il mistero degli scaldacollo spariti dalla normativa

BOLZANO. Contrordine compagni, abbiamo cambiato ancora una volta le regole. Baristi, ristoratori, albergatori, estetiste e acconciatori: se in seguito alla legge provinciale dell’8 maggio avete acquistato mascherine FFP2 (possibilmente senza valvola, perché quelle con valvola sono soggette a sanzioni) per voi e i vostri dipendenti, spendendo chissà quali cifre vista la speculazione imperante, sappiate che da oggi potete metterle da parte. La Giunta provinciale guidata dal presidente Arno Kompatscher infatti, nella delibera approvata ieri che modifica e integra la legge dell’8 maggio, afferma quanto segue:

Alberghi: “Il personale di servizio, che durante il lavoro è continuamente al contatto con gli ospiti, deve utilizzare mascherine chirurgiche. Inoltre, ma non in sostituzione, è possibile utilizzare una visiera protettiva”. Prima erano obbligatorie le FFP2 senza valvola.

Ristorazione: “Il personale di servizio, che durante il lavoro è continuamente al contatto con gli ospiti, deve utilizzare mascherine chirurgiche. Inoltre, ma non in sostituzione, è possibile utilizzare una visiera protettiva”. Nella legge provinciale erano obbligatorie le FFP2 senza valvola.

Servizi di cura alla persona (acconciatori e studi estetici): “Dove il prestatore del servizio e il cliente si trovano a distanza ravvicinata per un prolungato periodo di tempo al di sotto di 1 metro, il prestatore di servizio deve almeno indossare una mascherina chirurgica con visiera protettiva”. Prima erano obbligatorie le FFP2 senza valvola.

Il mistero degli scaldacollo spariti dalla normativa

Restiamo in tema di mascherine, anzi di protezione per naso e bocca.

Avete presente i leggendari scaldacollo acquistati dalla Provincia che hanno richiamato non solo l’interesse della stampa nazionale ma anche dei carabinieri e della Procura della Repubblica? Non si possono più utilizzare, a quanto pare. Da più di due mesi a questa parte sono sempre stati indicati come “barriera meccanica” in grado di contrastare la diffusione del virus, sullo stesso livello delle mascherine chirurgiche, di carta o di qualsiasi altro tessuto a trama fitta. Bene, nella delibera odierna, nel capitolo dedicato alle misure generali si legge che “Come protezioni delle vie respiratorie sono utilizzate mascherine chirurgiche monouso o, in alternativa, mascherine in tessuto lavabile e riutilizzabile, comprese quelle realizzate in proprio, che, se indossate correttamente, assicurano la copertura della bocca e del naso. Le mascherine devono essere tutte senza valvola”.

Insomma non c’è più traccia di scaldacollo, foulard, sciarpe e simili.

thomas widmann

Dimenticanza? Non sarebbe la prima, in effetti. E non aiuta a interpretare la delibera neanche quanto detto in conferenza stampa da Kompatscher. Parlando della distanza interpersonale da mantenere, ha affermato: “Se scendo sotto la distanza dei due metri, allora uso una protezione per naso e bocca; una mascherina, un pezzo di stoffa e così via. Ma tutto è descritto nell’allegato stesso”. Da quanto detto dal presidente si potrebbe dedurre che anche “un pezzo di stoffa” va bene, il problema però è sempre quello: a far fede non è quanto si dice in conferenza stampa ma quello che sta scritto nei documenti giuridici. Cosa devono fare da domani le forze dell’ordine se un cittadino si aggira con uno scaldacollo, provinciale o meno che sia?

Riparte il settore dello spettacolo: via libera a teatro e cinema

Di positivo c’è che finalmente il settore dello spettacolo può rimettersi in moto. La delibera infatti rende possibili gli spettacoli teatrali e le proiezioni di film. Ecco il testo del comunicato stampa:

Sono possibili da subito anche gli spettacoli dal vivo, le proiezioni cinematografiche e gli spettacoli davanti a un pubblico, anche quelli all’aperto.

L’occupazione delle sedie ovvero la sistemazione delle persone deve garantire che venga mantenuta una distanza di almeno un metro tra le persone con protezione delle vie respiratorie o venga mantenuta una distanza stabile tra le persone di almeno due metri tra persone senza protezione delle vie respiratorie. La distanza minima di un metro può essere ridotta solo se tra le persone sono installati dispositivi di separazione adeguati.

In luoghi chiusi o in aree delimitate, dove non sono previsti posti a sedere per tutti i presenti, l’accesso è limitato mediante il rispetto della regola del 1/10 per evitare una densità di persone troppo elevata, come prerequisito per evitare il contatto diretto dei partecipanti. La distanza minima di un metro può essere ridotta solo se tra le persone sono installati dispositivi di separazione adeguati. L’entrata e l’uscita delle persone è regolata con l’ausilio di sistemi di guida, personale di sicurezza ed eventuali sistemi di prenotazione in modo tale che le distanze di sicurezza tra le persone possano essere mantenute in ogni momento.

È obbligatoria la misurazione laser della febbre degli attori, del personale o dei responsabili prima della esibizione e prima del contatto con il pubblico”.

Centri fitness, fumata grigia: no spogliatoi, sì armadietti, guanti facoltativi

Dopo la vibrata protesta di tante palestre di Bolzano e dintorni, la speranza dei gestori era che la Provincia prendesse atto della pesante difformità con le normative nazionali e allentasse le prescrizioni. Invece spogliatoi e docce continuano ad essere off limits, anche se uno spiraglio si è aperto: “Un’eventuale apertura degli spogliatoi e delle docce – si legge nel comunicato stampa della Provincia – verrà prevista con un’apposita ordinanza del presidente della Provincia, ma prima dovrà avere luogo un incontro con i gestori per un’informazione dettagliata dei pericoli di contagio e delle regole necessarie”.

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Qualcosa di positivo comunque c’è, in delibera: i fantomatici “guanti da sport” non sono più obbligatori ma facoltativi. Come alternativa è possibile disinfettare le mani dopo ogni utilizzo degli attrezzi. Nella delibera inoltre si profila per la prima volta la possibilità di riporre le borse personali negli armadietti. Resta da vedere se gli armadietti che si trovano negli spogliatoi sono considerati accessibili…

Paolo Florio

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