Le percentuali di positivi di screening e bollettino Asl in Alto Adige sono paragonabili?

BOLZANO. Due dati di ieri hanno colpito gli altoatesini accendendo alcune discussioni sui social. Il primo è quello relativo allo screening altoatesino di massa che, nella prima giornata, ha fatto registrare 103.580 partecipanti con 1.572 positivi riscontrati pari all’1,5%. Il secondo è l’ormai classico bollettino Asl che ha riportato 736 positivi su 3.286 tamponi effettuati pari al 22,3%.

Ha colpito, dunque, la differenza tra 1,5% e 22,3%. Ma sono percentuali davvero paragonabili?

Si tratta di due calcoli matematici dal procedimento uguale (percentuale sul totale) ma dalla matrice differente. Nel caso dei tamponi Pcr effettuati dall’Asl, infatti, l’incidenza dei positivi è calcolata su un insieme formato da cittadini che già presentano sintomo. Nel caso dello screening si testano tutte persone senza alcun sintomo.

La percentuale di incidenza di un virus, dunque, è facile sia decisamente più alta pre-selezionando il gruppo entro cui la si indaga scegliendo chi ha già degli indizi importanti come i sintomi. È come ricercare gli intolleranti al lattosio nei soggetti che presentano reazioni avverse dopo aver mangiato latticini oppure su tutta la popolazione indistintamente.

Il dato matematico principale da analizzare in arrivo dallo screening è la percentuale di asintomatici che circolano nella popolazione rispetto alle proiezioni che erano, quelle sì, determinate anche dai bollettini.

Va considerato, infine, che lo strumento di acquisizione matematica del dato è differente pur avendo, parzialmente, lo stesso nome. Il tampone Pcr utilizzato dall’Asl è molto differente dal tampone rapido. Il primo va a ricercare il genoma del virus, il secondo una proteina prodotta nell’organismo.

Secondo uno studio dello specialista Andrea Crisanti a Padova il test rapido prodotto da Abbott (quello utilizzato per lo screening di massa in Alto Adige) si sarebbe perso 18 positivi su 61 per una percentuale del 29,5% di errore. Superiore, per esempio, alla distanza di 20,5% punti percentuali tra l’1,5% del test di massa e il 22% del bollettino. Non solo, sempre secondo le analisi del laboratorio di microbiologia di Padova, 3 positivi su 10 potrebbero essere negativi. L’azienda americana, dal canto suo, ne ha autodichiarato un’affidabilità al 97,1% nei positivi e al 98,5% nei negativi.

Alan Conti