Isis e Hamas: “Covid soldato di Allah”

BOLZANO. Prima un pericolo da cui guardarsi e poi un alleato. Così l’Isis, Hamas e Al Qaeda hanno deciso di considerare Covid 19. Dopo gli iniziali avvertimenti agli affiliati di mettersi al sicuro da possibili contagi è stata accesa la macchina della propaganda. Il Coronavirus, dunque, è diventato “un morbo che colpisce l’Occidente, ne indebolisce gli eserciti, chiude le discoteche e costringe le donne a coprirsi il volto. È un soldato di Allah”.

La comunicazione è comparsa sui media vicini all’Isis ma anche di Hamas. Il canale jihadista al Tawhid Awalan lo scorso 17 marzo irrideva dottoresse ed infermiere con i dispositivi di protezione: “Gli Occidentali erano soliti prendere in giro le donne che indossavano il niqab ed ora fanno lo stesso”. L’imam Jamil Al Mutawa, vicino ad Hamas, spiega come “Allah con un solo minuscolo soldato abbia colpito 50 Stati”. Il comandante jihadista siriano Asif Abdul Rahman, invece, è andato anche oltre: “Utilizzare i pazienti vivi o morti malati di Covid come armi batteriologiche”. L’obiettivo in questo caso sarebbero i consolati americani nei Paesi arabi.

Alan Conti

Fonti: La Stampa, Espresso, Formiche


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