Galvagni (M5S): “Casco e patentino per i monopattini elettrici a Bolzano”

BOLZANO. Con Manuela Galvagni, candidata della lista Movimento 5 Stelle Bolzano, incontro una bolzanina di città, nata e vissuta al di là del Talvera. In questo caso al di là va considerato rispetto al mio di punto di vista dato sono una figlia della Bolzano ovest.

Ovviamente ne parliamo un po’ con la malinconia di chi ricorda quei tempi, con la tenerezza e l’emozione della gioventù. La piazza Walter con il primo McDonald’s d’Italia, le vie con meno traffico, ma anche le macchine in pieno centro. Era tutto bello, ma forse eravamo noi a vederlo tale o meglio a ricordarlo così.

Cosa ti manca di allora?

“Essenzialmente la sicurezza, noi bolzanini non avevamo praticamente mai paura di girare per la città, nemmeno la notte. Eravamo più sereni e io vorrei che i cittadini di bolzano tornassero a sorridere come allora”

Cosa si può fare per questo?

“Non immagino grandi progetti, quello che interessa a me è ascoltare il cittadino, capire cosa lo disturba e cosa lo preoccupa e intervenire su quello. Già ripensare seriamente alla mobilità sarebbe importante. Penso semplicemente a regole più precise da rispettare in strada, per ogni tipo di veicolo. Ora come ora è un disastro. Ognuno, che vada in bici, moto, automobile o a piedi fa un po’ come vuole e questo provoca incidenti e un traffico ingestibile. Poi non me ne vogliano gli amanti dei nuovi monopattini elettrici ma quei mezzi non possono essere equiparati alle biciclette quando girano per le strade. Vanno decisamente troppo veloce per non considerare importante guidarli muniti di casco e azzardo, anche dopo il conseguimento del patentino”

Tu sei una dipendente pubblica com’è cambiato, anche per colpa e grazie al lockdown, l’organizzatore del tuo lavoro?

“Io sono impiegata alla Ripartizione Economia della Provincia, Ufficio Industria e come tutta l’amministrazione pubblica negli ultimi mesi abbiamo dovuto affrontare una sfida inaspettata. Questo però ha avuto l’effetto di farci fare un balzo in avanti dal punto di vista dello smartworking che prima di adesso era proprio agli albori. E per fortuna stiamo continuando a lavorare per migliorare questa possibilità. Ora, dopo un lavoro immane fatto in breve tempo, il passo successivo deve essere quello di aiutare i dipendenti ad organizzare il lavoro a casa perché un un’amministratore pubblica non puo affidarsi ai mezzi privati del singolo. Oltretutto rispondendo con le nostre linee telefoniche capita che il nostro numero, magari perché richiamiamo personalmente un utente, giri tra le persone come se fosse un numero pubblico. Così a volte capita che squilli alle 06.00 di mattina. Ci sono sicuramente cose da sistemare ma per il personale poter gestire in caso di bisogno il lavoro da casa è un grande vantaggio e una possibilità che prima non c’era”

Lavori in un un ambiente in cui la presenza femminile è molto alta, poi però a livello dirigenziale scende. Che si puo fare per questo?

“Il mio dipartimento è in realtà diretto da donne e posso affermare che proprio per questo mi trovo benissimo e funziona molto bene. Anche durante la chiusura siamo partite in quarta per rimetterci in moto con nuove strategie. Lo abbiamo fatto in fretta perché il nostro era uno di quegli uffici che si occupava proprio del sostegno alle imprese e agli artigiani, che in quei mesi erano sicuramente in emergenza. La grinta e la capacità femminile di risolvere i problemi, ma anche di comprendere quanto fosse importante farlo con spirito di squadra e con efficienza, sono stati ottimi alleati”

Ma le donne ci credono, sono coscienti delle proprie possibilità?

“Probabilmente le cose nel mondo del lavoro e anche in politica cominciano ad essere più a nostro favore ma dobbiamo crederci, è vero, e forse lo facciamo ancora poco. Spesso siamo noi che non ci rendiamo conto della nostra forza. Eppure siamo in grado di fare grandi cose e soprattutto di farle contemporaneamente. Nello stesso periodo della nostra vita siamo madri, casalinghe, lavoratrici e spesso accudiamo anche i nostri genitori. È lampante che potremmo governare il mondo- sorride”

Prima di arrivare al mondo pensiamo al Comune di Bolzano, come è arrivata alla lista del Movimento 5 Stelle?

“Sono vicina di casa di Maria Teresa Fortini e in questi anni di legislatura la vedevo andare avanti e indietro per le riunioni del consiglio o per gli impegni del movimento. Mi ha incuriosito, mi sono interessata e ho deciso di affiancarla, perché la sua strada mi piace e voglio che diventi anche la mia”.

La Balda

Foto Galvagni