Coronavirus: capire i dati italiani, entriamo in una settimana decisiva

Il modello da noi utilizzato (lo abbiamo chiamato provvisoriamente EUREKA) è frutto dello spunto di un lettore (Alessandro Negri) dell’autore di quest’ articolo, che ha creato un modello per calcolare l’incremento dell’aumento contagi in media. Questo modello lo abbiamo migliorato e rimodulato in questo modo : le medie sono su cinque giorni (gli ultimi) e la curva d’incremento indica la percentuale effettiva dei contagi giornaliera. Si scopre (trovate tutto in tabella) che l’ Italia è in netto rallentamento  di contagio (non guardate il dato unico quotidiano, ma la media) ed in “scia Cina”, l’incremento oggi è al 10% , contro ad esempio al 108% spagnolo od al 114% austriaco, dati che paiono esponenziali, quelli italiani invece sono “in linea di crescita”, ovvero crescono ogni giorno più o meno alla stessa cifra. Dato fondamentale per capire quanto il contagio sia in fase di contrazione, di fatto un “sintomo di picco”.

Tabella

Il dato che balza all’occhio è quello che abbiamo indicato come “Italia 2” che contempla i dati reali basati su due giorni (15 e 14 marzo) ed indica circa un  – 35% d’incremento in meno, un dato che assomiglia a “Cina storico” nello stesso periodo (ma preso sui cinque giorni).

Italia 3 invece ha il secondo dato simulato a 27000, quindi aumentando perfino il contagio giornaliero, portando il tutto ad una decrescita del 40%.

Si noti anche la decrescita coreana (in attesa di calcolare Giappone, Singapore ed Hong Kong) attuale, oltre a quella cinese, ormai a punte del 50% (dopo due mesi di contenimento serrato).

Interessa anche il dato di Londra (a cui mancherebbero respiratori, solo 5000), dopo l’ uscita  di Johnson che ha illustrato come modello  l’immunizzazione di gregge, ovvero contenimento limitato, con punte di contagio di massa che vanno a creare persone immunizzate che non diffonderanno il virus, di fatto estinguendolo per “mancanza d’ospiti”. Un modello che però dovrà far conto con percentuali di decessi e persone in terapia intensiva. Per il momento, la Gran Bretagna, viaggia al 61% d’incremento, contro il 55% di Berlino.

 


“EUREKA” punta sull’incremento italiano  in rapporto al resto del mondo (visto che si tratta di pandemia). A livello psicologico gli italiani si renderebbero più conto degli sforzi di contenimento, forse sarebbe utile una più profonda analisi dei dati, spesso presi singolarmente, ovvero in contrasto con la prassi matematica che esige sempre e comparazione. Mezza Europa intanto imita l’ Italia, andando anche oltre (Germania, Austria, Svizzera e R.Ceca si blindano e chiudono le frontiere)e questo deve  far riflettere gli italiani, che forse, questa sono stati i primi ad intuire la soluzione.

Marco Pugliese

Dati ufficiali estrapolati da https://www.worldometers.info/coronavirus/#countries

 

 



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