Ceresato (Futuro Bolzano): “Piattaforma e-commerce per tutti i negozi della città”

BOLZANO. Ivana Ceresato è una donna resistente. Ecco, la parola resistente è un’altra bella parola per descrivere le donne e lei ne è un bellissimo esempio. La resistenza è necessariamente stata sua alleata negli ultimi anni ma sicuramente si notavano i segni fin da bambina, declinata più come una parola che ci va a braccetto: determinazione.

Ivana perché mi hai voluto incontrare alla Pista Zero di Via Genova a Bolzano?

Perché se vogliamo qui è nato, tanti ma proprio tanti anni fa, il mio impegno politico. Dai, politica è una parola grossa per quello che ti sto per raccontare ma credo che in realtà la politica vera possa essere proprio ciò che io ho fatto da bambina. Abitavo in una delle vie che non esistono più in questa zona, via Mantova. Qui c’era un quartiere che manca molto e che per chi ci abitava era quasi un paese. Al posto di questa struttura c’era uno spazio incolto ed inutilizzato.  Io avevo una grande passione per il pattinaggio e sfruttavo le strade per praticarlo, come il resto dei miei coetanei le usava per giocare a pallone o semplicemente per stare insieme.  Notavo l’ingiustizia di dover giocare in strada mentre al di là di una rete c’era un posto sicuro ed ampio che aspettava solo di essere rivalutato e vissuto da noi ragazzi.  Così ho preso foglio e penna e ho scritto una lettera al Comune dove chiedevo di realizzare uno spazio attrezzato per il pattinaggio. Poi ho cominciato a girare per le case a chiedere di sostenere con una firma la mia richiesta.  Ho scoperto grazie ad un amico adulto che ha deciso di aiutarmi che questa mia azione aveva un nome, “petizione” e che se raggiungeva un bel numero di firme avrebbe necessariamente trovato quantomeno ascolto. Arrivai a presentarla e mi piace pensare che tutto quello che è nato qui dopo sia anche frutto di quella mia richiesta.”

Una piccola politica quindi?

“Sono convinta che la politica sia dentro ognuno di noi. È vero che ultimamente è gestita spesso male, in modo da arrivare alle persone in maniera distorta e sicuramente non con un’immagine positiva, ma se si vuole costruire un tessuto sociale, se si vuole creare ordine e rispetto per tutti c’è bisogno di politica. Poi c’è modo e modo di farla e quello in cui la interpreto io nasce per far del bene, per rendere più facile la vita quotidiana dei cittadini.”

In questa lista, Futuro Bolzano, per te comincia un impegno politico concreto, cosa ti ha spinto?

“Innanzitutto siamo un gruppo formato da lavoratori e dovevamo nascere come associazione in realtà, non come entità politica. Tra noi sono pochi gli esperti, tutti gli altri hanno di base solo una gran vogli di venire in aiuto al cittadino. “

Ognuno nel suo ambito immagino, a te cosa sta a cuore?

 “Personalmente ho un grande interesse per le difficoltà e la situazione dei commercianti. Il mio cruccio, la cosa che mi sta a cuore da sempre è il lavoro e far comprendere lo stretto legame che c’è tra fare impresa e la crescita di conseguenza anche del lavoro dipendente.”

Quando parla di lavoro si capisce che è un tema che le ha dato soddisfazioni ma anche pensieri e preoccupazioni, accomunandola alla maggior parte dei suoi colleghi commercianti. Ma Ivana parla della nascita delle sue attività come della necessità di realizzare un desiderio che non poteva rimanere inascoltato.

Sei un’imprenditrice nel DNA, si sente proprio, come ha influito, se ha influito, il tuo essere donna in questo ambito lavorativo?

“Ce ne sarebbe da raccontare sulle donne nel mondo del lavoro in generale e sulle donne imprenditrici in particolare (afferma decisa e non ho dubbi sull’aver toccato un tasto dolente) i punti cardine della mia idea di politica per la cittadinanza hanno al primo posto proprio la maternità per la donna imprenditrice. La mia prima attività l’ho aperta con mia cugina, una tappezzeria ed era per noi era anche tradizione di famiglia. Nell’arco dei cinque anni in cui abbiamo lavorato insieme lei ha avuto il secondo figlio e ti assicuro che non è affatto una esperienza facile. Non ci sono tutele, devi solo sperare di stare bene per tutta la gravidanza e poi tornare in fretta al lavoro. Anche per le dipendenti, se non parliamo di grandi aziende, la maternità non è una passeggiata. Esiste una tutela ma non deve essere un peso per il datore di lavoro. Finché non si troverà una soluzione che vada incontro ad entrambe le parti non ci sarà un vero diritto alla maternità. Per le piccole aziende e lo abbiamo visto anche ora con l’emergenza Covid la gestione dei dipendenti è spesso pesantissima, servono regole che facilitino la vita di chi fa impresa, solo così si daranno di conseguenza anche più possibilità di lavoro dipendente.

Una tua idea in questo senso?

“Ovviamente il lockdown ha insegnato molto, soprattutto ad organizzarci meglio prima che i problemi si presentino. Abbiamo secondo me reagito nel migliore dei modi possibili, data la situazione, ma sicuramente non eravamo preparati. Un’idea della mia lista è la creazione di una piattaforma di e-commerce locale che riunisca sotto un marchio comune le realtà commerciali ed artigianali di Bolzano. Non deve avere costi per chi decide di vendere nella piattaforma ma deve essere proprio il Comune il promotore di questa nuova realtà. Credo tornerebbe utile non solo al commerciante ma anche all’acquirente. Sappiamo, basti pensare al marchio Südtirol quanto i nostri prodotti tirino anche a livello nazionale ed estero, Bolzano potrebbe essere una garanzia altrettanto forte e una vetrina che permetta al negoziante di mostrarsi. Immagino una tavola rotonda per creare qualcosa di simile coinvolgendo tutta la categoria”

So che hai una particolare simpatia anche per i commercianti ambulanti?

 “Sì perché nella vita sono stata anche questo e in una città in una provincia come quella altoatesina che di sicuro non brillano per caldo e sole tutto l’anno. Quindi ho pensato: perché non creare un bel mercato coperto, magari in uno dei quartieri periferici di Bolzano? Prodotti locali, anche Bio e sicuramente a km zero. Pensiamo a nuove idee, ci vuole creatività anche in questi temi.”

A proposito di creatività so che anche questa è una caratteristica che ti appartiene, tu dipingi vero?

“Si, sto ancora lavorando per far crescere questa parte di me. Finora ho dipinto sempre olio su tela ma non è detto che non proverò in futuro altre tecniche. Sicuramente negli ultimi quattro anni ho avuto da fare altro, sono stata molto impegnata con il lavoro, ho avuto purtroppo troppi pensieri, tante grane amministrative e il tempo per dipingere è stato poco. Ho creato comunque ma voglio ritagliarmi più tempo per farlo sempre meglio, per crescere ed arrivare ad aver maggiore soddisfazione. È una parte di me che coltiverò sempre dato che sono convinta che le passioni siano terapeutiche per noi essere umani. Auspico che tutti trovino un piccolo spazio da dedicare a sé stessi attraverso una cosa che amano, che possano praticare sport o dedicarsi alle arti. L’emozione del risultato, di essere riusciti ad esprimersi in uno scritto, di aver dipinto un soggetto come si sperava o di aver eseguito una piroetta sui pattini per la prima volta sono esperienze ed emozioni necessarie. “

E su questo Ivana non posso che trovarmi d’accordo con te e guardandoti mi rendo conto di quanto la nostra passione, la passione che vedo in tutte le donne che incontro e che hanno deciso di mettersi in gioco per la campagna elettorale ci renda luminose.

Qual è la differenza tra noi e l’altra metà del cielo Ivana?

 “Ah io non lo so, non sono mai stata uomo. Non posso sbilanciarmi ma credo che fondamentalmente abbiano rispetto a noi maggiore forza fisica, dai serviranno pure a qualcosa” – ride e io, naturalmente, rido con lei.

La Balda

Foto Ceresato


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