Bolzano, la dirigente Passarella sulla manifestazione: “I ragazzi non si fanno strumentalizzare” e

BOLZANO. Il giornale Alto Adige prosegue l’inchiesta che pone una riflessione sulla legittimità morale della manifestazione di alcune studentesse che hanno chiesto maggiore sicurezza. Lo fa sentendo, con Paolo Campostrini, una voce storica della scuola altoatesina come la dirigente scolastica Mirca Passarella. “I ragazzi non sopportano di essere strumentalizzati. Qualcuno lo ha fatto e loro hanno reagito”. L’iniziativa è nata ed è stata coordinata proprio dentro il liceo Pascoli che Passarella dirige e il quotidiano in questi giorni ha dato spazio ad un chiarimento politico interno all’istituto. La classe 4C, infatti, ha scritto al giornale proprio per prendere le distanze pubblicamente dall’iniziativa. L’accusa è quella di una regia nemmeno troppo occulta di Casapound con cartelli che associavano l’accoglienza allo stupro come conseguenza diretta. “Non è questione di destra o sinistra – riprende Passarella – ma di rispetto nel non trattarli come bambini inconsapevoli. Una minoranza della scuola è vicina a Casapound ma la condizione deve essere quella dell’apertura al confronto. I valori di fondo come la democrazia, il confronto e il libero pensiero, invece, sono il limite invalicabile. Anche sull’immigrazione bisogna cercare la via del confronto”.

Quello che l’Alto Adige non riporta nell’edizione odierna, tuttavia, è la replica della organizzatrice. “Da minorenne sono vittima di una gogna mediatica da parte di certa stampa. La manifestazione è stata apartitica e nessun simbolo è stato esposto. Quando le iniziative non provengono da sinistra montano subito le polemiche. Abbiamo dato mandato agli avvocati di difenderci da questa esposizione mediatica. Abbiamo anche chiesto alla consulta studentesca di prendere parte all’organizzazione quindi non è assolutamente vero che c’è stata una regia unica”.

Come si evince visionando la diretta integrale degli interventi alla manifestazione di Bz News 24 c’è stato anche chi, tra le partecipanti, ha condiviso i valori di richiesta di rispetto e di sicurezza della manifestazione prendendo duramente le distanze da alcuni cartelli razzisti. È stata richiamata, al megafono, la necessità di non farne una questione di cultura e nazionalità ma di rispetto della persona. La composizione del corteo (in larga parte costituito da ragazze), dunque, vedeva una certa dialettica interna anche se alcuni esponenti di Casapound (non studenti) attendevano l’arrivo della manifestazione al Ponte Giallo a dimostrazione di una vicinanza e condivisione dell’iniziativa da parte del movimento.

Alan Conti


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