Bolzano, la difesa di Schuler: “Chiesto il Bonus da 600 euro per protesta”

BOLZANO. C’è anche l’assessore Arnold Schuler tra i beneficiari del bonus da 600 euro previsto dallo Stato per aiutare le partite Iva durante il lockdown. Il portale “Buongiorno Südtirol” ha riportato le parole dello stesso Schuler: “Come politico questo periodo è stato molto intenso e non ho avuto perdite o svantaggi. Anzi, ho avuto meno spese. Nonostante ciò ho fatto richiesta anche io del bonus”. Un passaggio evidentemente contraddittorio che Schuler prova a spiegare. “Non volevo trarne un beneficio per me stesso (in tutta la mia vita non ho mai avuto benefici che non mi spettavano) ma per poterlo donare ad una buona causa”. Posto che ricevere benefici non dovuti viola le norme (ed è quindi normale non riceverne in tutta una vita), Schuler spiega questa richiesta come atto di generosità ma non solo. Anche protesta sociale: “L’ho fatto anche per quello. Contro una misura che non condivideva”. La contestazione della misura, dunque, per Schuler avviene utilizzando la misura stessa. Seppur per poi donarla in beneficenza “ma ancora non l’ho ricevuta quindi ancora non ho potuto farlo”.

Schuler ricorda poi di non aver mai richiesto un rimborso spese quando era sindaco e di non avere incassato l’indennità di 4.500 euro che gli spettava come pagamento degli arretrati. “Ho anche rinunciato a 4.000 euro di contributo che mi spettavano per il cambiamento di sistema di irrigazione. Inoltre non uso il telefonino aziendale ma quello personale pagando di tasca mia”.

Tutti aspetti che non sciolgono un dubbio centrale: perché, per protesta, incassare 600 euro che potevano andare a chi aveva bisogno per darlo a chi ha bisogno?

Anche l’Svp, dal canto suo, oggi ha emesso un comunicato condiviso dall’Obmann Philipp Achammer e il presidente Arno Kompatscher: “La richiesta è stato un errore. Tutte le somme saranno restituite”. Stavolta senza proteste.

Alan Conti

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