Bolzano, i monopattini fanno discutere: “Ingiusto demonizzare il mezzo, cosa ha fatto il Comune per informare?”

BOLZANO. “Monopattini come missili” questo il titolo del giornale Alto Adige che riprende una discussione a livello nazionale sulla sicurezza di questi nuovi mezzi declinandola in una dimensione locale. Il quotidiano parla di primo incidente a Bolzano (senza darne tuttavia particolari dettagli o specificarne la gravità) e di molteplici segnalazioni arrivate al comando della polizia municipale (senza quantificarle). Non ci sono, insomma, dati strettamente statistici per parlare di emergenza o di missili in transito ma di certo la vicenda della sicurezza va analizzata in modo approfondito. Il comandante della polizia municipale Sergio Ronchetti ha chiarito subito un aspetto tecnico importante: “I monopattini possono viaggiare sulle ciclabili e sulle strade, ovunque, ma hanno spesso velocità e controllo asimmetrici rispetto agli altri mezzi”.

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LA CULTURA DEL MONOPATTINO. Abbiamo provato a capirne di più con Moreno Vecchiato, futuro candidato per Fratelli d’Italia e membro del Club Italiano del Monpattino Elettrico. E’ stato tra i primi a proporre questo mezzo a Bolzano (quando ancora nemmeno si progettavano le sperimentazioni). “Partiamo dagli incidenti. Prima di parlare di emergenza bisognerebbe fornire qualche dettaglio in più perché spesso, almeno negli incidenti più gravi registrati in altre città, vai ad approfondire e scopri che qualcuno stava guidando il monopattino contromano, alcuni si trovavano in tangenziale ed altri violavano apertamente norme del codice della strada. In quel caso non è il monopattino il problema ma chi lo sta guidando”. Concentriamoci, tuttavia, sul mezzo perché è pur vero che ha delle traiettorie spesso imprevedibili. “Sì, è vero. Proprio per questo è necessario coltivare una cultura prima di gridare all’allarme. Mi fa sorridere il Comune di Bolzano che ora sbandiera l’emergenza ma, di fatto, dall’introduzione per legge nazionale del monopattino elettrico la nostra città non ha fatto nulla. Zero brochure, zero video esplicativi, zero incontri con il pubblico, zero corsi nelle scuole (e abbiamo iniziato a parlarne prima del Covid), zero test in luoghi protetti e zero informazione organizzata. Vogliamo ricordare che il sindaco Renzo Caramaschi, consultando il direttore del nostro ufficio mobilità comunale Ivan Moroder, ha presentato alla stampa una sperimentazione sui monopattini elettrici con i segway senza nemmeno accorgersi che la legge nazionale aveva già completamente liberalizzato l’uso dei primi su tutto il suolo nazionale? Pochi mesi fa il nostro Comune non aveva nemmeno colto la differenza normativa tra monopattino e segway ed ora lancia l’allarme perché la regolamentazione sui monopattini è carente. Siamo passati da un estremo all’altro”.



VELOCITA’ E TRAIETTORIE. Affrontiamo, tuttavia, gli aspetti tecnici come la velocità e le tipologie di guida. “La velocità è un falso problema perché ricordiamo che il monopattino è equiparato alla bicicletta, compresa quelle elettrica. I mezzi a norma di legge in Italia hanno un blocco ai 25 chilometri orari come punta massima: io lo uso tutti i giorni e garantisco che mediamente vengo superato da tutte le biciclette. Non solo, la bici elettrica smette di fornire assistenza al ciclista oltre i 25 chilometri orari ma se chi pedala ha i muscoli per spingere sui pedali raggiunge velocità che vanno decisamente oltre. Con il monopattino è impossibile. Fa sorridere, dunque, che ci si preoccupi della velocità di questo mezzo mentre alle biciclette è concesso tutto. Regolamentiamo e controlliamo anche quelle. Sulle traiettorie di guida, invece, sono d’accordo ma torniamo al punto di partenza: lo abbiamo detto in tutte le salse che prima del boom di questi mezzi le amministrazioni dovevano organizzare una campagna informativa e di guida. Perché, per esempio, a nessuno è mai venuto in mente di proporre alla cittadinanza, in particolare ai giovanissimi, alcune giornate di test gratuiti al Safety Park? Troppo facile gridare solo all’allarme senza cultura. Non dimentichiamoci, poi, che sui monopattini vige un divieto d’utilizzo sotto i 14 anni e casco obbligatorio fino ai 18 anni. E’ così anche per le bici?”.



CASCO ED ASSICURAZIONE. Veniamo proprio al casco, insieme all’assicurazione obbligatoria i due tasti dolenti su cui più si discute. “Attenzione, non siamo assolutamente contrari a queste misure che, anzi, consigliamo da sempre. Siamo contrari a come vengono utilizzate da certa stampa e certi politici per demonizzare un mezzo. Il casco come quello dei ciclisti andrebbe usato perché salva la vita e l’assicurazione sarebbe auspicabile perché garantisce sicurezze. Il primo passo da fare sarebbe verificare se il monopattino è compreso nella polizza del capo famiglia ma meglio ancora sarebbe stipularne una individuale. Con una spesa tra i 40 e i 100 euro annuali te la cavi. Niente di trascendentale. Ricordiamoci, però, che vanno coltivate prima di tutto le teste di coloro che salgono su questi mezzi: se qualcuno causa un incidente perché è incosciente e viola le regole lo sarà anche in sella ad una bicicletta o al volante di un’auto. Incolpare il monopattino di per sè, in questi casi, è scorretto. Oltre che inutile”.

Alan Conti

Foto Bz News 24

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