Bolzano, dopo la protesta la Provincia si difende: “Aumenti? Sì ma a quale settore togliere risorse?”

BOLZANO. La giunta provinciale altoatesina è intervenuta oggi (venerdì 12 aprile) per la replica alla manifestazione dei lavoratori pubblico, sottolineando che nella scorsa legislatura ci si è occupati molto della difesa dell’autonomia dagli attacchi esterni e dagli interventi del Governo, ma con quella nuova c’è l’intenzione di concentrarsi soprattutto sull’amministrazione: finanze, informatica e personale sono per questo concentrati presso la presidenza. “Bisogna creare i presupposti necessari affinché i servizi funzionino bene anche in futuro. Bisogna garantire sicurezza e sviluppo di carriera ai lavoratori, con la possibilità di cogliere le varie opportunitá del contratto di lavoro, compresi conciliazione lavoro-famiglia e congedi, ma ovviamente anche retribuzioni adeguate, sulle quali ora si sta discutendo. Le manifestazioni di piazza sono legittime e non sono un affronto, ma non è vero che negli ultimi 10 anni non è stato fatto nulla: sono stati conclusi una serie di contratti di comparto, e altri sono in corso. Non è  vero nemmeno che non si è fatto nulla per gli stipendi, essi sono aumentati grazie agli scatti biennali, con spese conseguenti. C’è stato il blocco delle assunzioni, ma gli stipendi sono stabili, e ci sono stati incontri regolari con i sindacati, con i quali è stato concordato l’inizio delle contrattazioni e la messa a disposizione dei fondi necessari con il bilancio di assestamento. Ci sono voci di 150 o 200 milioni, ma è facile sparare cifre senza chiarire da dove vengono i fondi. Certo, i fondi si possono riallocare, ma bisogna toglierli ad altri settori: forse bisogna sottrarli all’assegno di cura? Essi saranno messi a disposizione con il bilancio di assestamento ed è un termine sufficiente, perché le contrattazioni non dureranno certo un paio di settimane. In quanto alla perdita del potere d’acquisto del 10%, non vengono fornite prove documentali; bisogna considerare poi gli stipendi netti, non quelli lordi, e tenere conto anche delle prestazioni dei servizi pubblici, molto migliori che altrove. I dipendenti pubblici sono il sostegno dell’Autonomia, senza di essi non funzionerebbe nulla, ma ci sono anche altre categorie. In quanto a chi è uscito per incontrare i manifestanti, tra capigruppo era stato concordato un comportamento diverso. Il bilancio sarà, a fine anno, inferiore di circa 70 milioni rispetto ai precedenti, e le spese saranno maggiori: questo significa che bisogna ripensare le priorità. Dopo le contrattazioni collettiva ci saranno costi aggiuntivi, e bisogna prepararsi:sono stati accantonati fondi per gestire al meglio la situazione futura. Cinque anni fa è stato detto che gli anni grassi erano passati, tuttavia si è stati in grado di garantire uno sviluppo stabile. Alcuni aspetti vanno riorganizzati, vanno sfruttate risorse finora non utilizzate, e a questo scopo si aumenta il personale della ripartizione Affari europei per usare maggiormente i contributi comunitari. Negli ultimi 5 anni ci sono stati molti incontri coi dipendenti di scuole materne, ospedali, distretti sociali, servizio strade,istruzione, formazione professionale, cultura, amministrazione in senso stretto, e da parte di tutti c’éra la consepevolezza di lavorare per la Provincia, di afre parte di un sistema: non bisogna usare male questa consapevolezza. Rispetto al 2009 non ci sono più persone, ma i servizi da erogare sono aumentati: questo va riconosciuto. Va respinta la corsa a profilarsi come migliore difensore del personale, bisogna piuttosto tenere d’occhio il quadro generale e fare una proposta lungimirante. Infine, è stato deciso di introdurre il fondo Sanipro, nell’ambito di un pacchetto che ha un potenziale enorme”.

Ufficio stampa consiglio provinciale

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