Bolzano, caso scaldacollo: indagato Widmann per turbativa d’asta

BOLZANO. È di turbativa d’asta l’ipotesi di reato formulata dalla Procura della Repubblica di Bolzano a carico dell’assessore provinciale Thomas Widmann. Questa mattina gli uomini del Nucleo Anti Sofisticazione dei Carabinieri di Trento con gli uomini del comando provinciale di Bolzano hanno visitato gli uffici dell’assessorato provinciale alla sanità in piazza Magnago.

Il sospetto su cui indagano gli inquirenti è che gli scaldacollo acquistati per 700.000 euro (1,3 euro ad abitante, bambini compresi) dalla Provincia alla Texmarkt di Christoph Widmann (cugino dell’assessore) siano frutto di una mancata gara e senza alcuna delibera preventiva. È stata sequestrata la documentazione relativa all’acquisto e alla distribuzione degli scaldacollo presso la società.

La pena prevista dal codice penale per l’articolo 353 (turbativa d’asta) è la reclusione da sei mesi a cinque anni con una sanzione 103 a 1.032 euro. Se il responsabile è anche preposto dalla legge all’asta la reclusione va da un minimo di un anno a cinque anni e la sanzione da 516 a 2.065 euro. Nella giurisprudenza una sentenza della sesta sezione della Cassazione Penale dell’8 luglio 2014 recita: “In termini di turbata libertà con il termine collusione si intende ogni accordo clandestino, intercorrente tra soggetti privati in qualsiasi modo interessati alla gara o tra questi e i preposti alla gara, diretto ad influire sull’esito della stessa”.

Alan Conti




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