Bolzano, appello dei primari: “Chirurgie al 30%, come si può pensare di aprire le piste da sci?”

BOLZANO. La sanità altoatesina parte lancia in resta contro la riapertura degli impianti da sci. Non tanto per il rischio di diffusione del virus ma per evitare di sovraccaricare un settore che è attualmente debole come la fiammella di una candela: le operazioni chirurgiche.

Il presidente dei primari Anpo (nonchè primario di Chirurgia Vascolare e Toracicia all’ospedale San Maurizio di Bolzano) Reinhold Perkmann spiega oggi sul giornale Alto Adige che le operazioni viaggiano ad un ritmo del 30% rispetto alla normale quotidianità. Questo perché i pochi infermieri di Anestesia, gli strumentisti e gli specialisti sono assorbiti dalla lotta sul fronte del virus. Battaglia dove i numeri tornano a salire. “Abbiamo parlato con l’Asl e ci hanno promesso arriveranno infermieri. In estate eravamo riusciti a tornare al 70% ma ora, anche operando sabato e domenica, viaggiamo a quote minime. Lo stesso segnale mi arriva da altri settori. Non possiamo fermarci perché le patologie gravi non si fermano”.

È qui, dunque, che si apre la dicotomia con il circo bianco dello sci al blocchi di partenza per il 18 gennaio. “L’ospedale di Bolzano ha in carico il 67% dei pazienti Covid ma gli sciatori che non si infetteranno in pista ma si infortuneranno chi li opererà?”. Urge, insomma, recuperare i dati statistici medi sugli infortuni e approfondirli per evitare che una gamba rotta sia per sempre.

Alan Conti

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