Roberto Capucci, lo scultore della moda compie 90 anni

ROMA. Lo straordinario ed eclettico maestro della moda ha compiuti ieri i suoi primi 90 anni. Definire Roberto Capucci stilista è riduttivo, lui è un vero e proprio scultore, un architetto della moda. E’ fuori dagli schemi, un anticonformista, un artista libero  che non segue regole, ancora oggi disegna e lavora mosso dalla passione. Una grandissima eccellenza che l’Italia ha l’onore di vantare. La sua maestria è qualcosa di veramente straordinario, un abito normalmente viene ideato e creato per essere indossato, nel suo caso le sue opere potrebbero essere anche solo ammirate. Come un Van Gogh o come un Picasso.

Iniziò la sua carriera giovanissimo frequentando L’Accademia di Belle Arti a Roma ma senza il supporto della madre che non amava la scelta artistica perseguita  dal figlio e non lo assecondò,  sperò fino alla fine cambiasse idea  ma dovette arrendersi. A crederci, invece, fu il secondo marito della madre che intuì immediatamente le doti e il talento. A 25 anni era già considerato un fuoriclasse della moda. Aprì il suo primo atelier nella famosa via Sistina a Roma nel 1950

La peculiarità del lavoro del maestro Capucci sono doti sartoriali fuori dal comune, predilige come materiale la seta che plasma con plissè e linee architettoniche il cui risultato finale è l’apoteosi di colori, forme, dando una consistenza irreale ad un tessuto  apparentemente liscio  e impalpabile, che tratta come fosse una pietra, un metallo, un’argilla.

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Christian Dior lo definì ‘il miglior creatore della moda italiana, un prodigio’ quando presentò la sua collezione nel 1956 a Palazzo Pitti a Firenze. Una collezione acclamata e riconosciuta da tutti. Nel 1958 vince l’oscar della moda in America per la sua linea definita a ‘scatola’

Ebbe anche lui il suo periodo francese con un atelier in Rue Cambon dal quale decise di rientrare per il forte legame che aveva con la madre rimasta nuovamente vedova e perché le fu affidata la nipote,  la figlia di suo fratello Federico Capucci attore e regista e di Catherine Spaak. Il legame che emerge con la sua famiglia è forte e solido, molto legato al fratello  ancora oggi, così come con la sorella Marcella che lo ha coadiuvato in tutta la sua carriera facendole da assistente. Oggi che Marcella non c’è più, Capucci la ricorda con parole di stima e ringraziamento per tutta la  dedizione che le dedicò  ‘devo tutto a lei’.

Per il teatro collaborò poco, perché riteneva ci fossero bravi costumisti e la sua onestà intellettuale lo portava a non voler fare il lavoro che era competenza di altri. Ricordiamo, però, che per l’Omaggio a Maria Callas all’Arena di Verona, realizzò dodici abiti per le vestali e per il Prometeo portato in scena al Festival di Spoleto disegnò quindici meravigliosi abiti In ambito cinematografico curò gli abiti di Silvana Mangano e Terece Stamp per il film ‘Teorema’ di Pier Paolo Pasolini. Roberto Capucci ha vestito le più belle donne del secolo: Sofia Loren, Isa Miranda, Marylin Monroe, Gloria Swanson e Rita Levi Montalcini, per la quale realizzò l’abito per la cerimonia di ritiro del Nobel. Un simpatico aneddoto,  racconta di un alterco con Loren, la quale andando a ritirare degli abiti commissionati, si rifiutò di pagarlo adducendo come scusa ‘ il fatto che io li abbia ordinati non significa che li indosserò tutti’.



Tra le creazioni più celebri di Capucci è doveroso ricordare l’abito a ‘nove gonne’ del 1956, una meraviglia in taffetà rosso costituito da ben nove gonne concentriche. Pare che il couturier sia stato ispirato da un sasso lanciato e dai cerchi concentrici che conseguentemente venivano disegnati dall’acqua in superficie. C’era un museo a Firenze con le sue opere che oggi possiamo ammirare nella Fondazione  Roberto Capucci che si trova a Villa Manin, con il suo maestoso archivio, circa 400 abiti e 22.000 disegni.

Non ha rimpianti Capucci, vive e lavora come ha sempre fatto. E’ un uomo libero ‘non copio, non guardo, osservo. Poi tutto viene dalla testa, da sempre, prendo un foglio e il viaggio inizia”. Una delle sue citazioni recita: ‘Metto il colore anche dove non si vede. Non lo vede nessuno ma io so che c’è’.

Chapeau  Maestro e che siano solo i suoi primi 90 anni, infiniti e coloratissimi auguri.

Manuela Piazza

 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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