Famiglia e Dintorni. Si può impedire ai figli di frequentare il nuovo compagno/a dell’ex partner?

Accettare la presenza del nuovo partner nella vita dell’ex coniuge rappresenta una delle sfide più difficili da affrontare dopo la separazione e questo a causa di umani e comprensibili sentimenti di gelosia ma, soprattutto, quando vi sono di figli, dal timore che questa nuova persona possa entrare di colpo a far parte del “sistema” familiare.

Come comportarsi quindi in questi casi?

La Giurisprudenza in materia è ormai unanime nel sancire il principio per il quale non sia possibile impedire all’ ex marito/moglie di coinvolgere i figli nella frequentazione di un nuovo compagno/a se non in caso di grave pregiudizio per i minori.

Difatti, l’art. 337 ter c.c., prevede espressamente che “anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, il tutto in ossequio di un principio cardine che è quello della c.d. “bigenitorialità”.

I figli infatti, anche dopo la separazione continuano ad avere due genitori, ognuno dei quali con vite diverse.

Pertanto, come detto, ove non sussistano situazioni oggettivamente pregiudizievoli per i minori ovvero si riscontri che tale coinvolgimento crei loro eccessivo disagio, nulla osta alla frequentazione di questi ultimi con i rispettivi nuovi compagni dei genitori.

Ovviamente, a prescindere dalle indicazioni di tipo normativo, la vera soluzione sta nel buon senso che deve suggerire al genitore di far entrare gradualmente il nuovo partner nella vita del figlio, rispettandone i tempi di comprensione e matabolizzazione.

Un suggerimento può essere quello di comunicare gradualmente ai figli la possibilità che il papà e la mamma siano coinvolti in un nuovo rapporto sentimentale, offrendo poi al bambino il tempo necessario per elaborare questa eventualità.

In ogni caso, qualora si riscontrino sentimenti di profondo disagio e sofferenza nel bambino, non è escluso che, su richiesta di uno dei genitori, il Giudice possa disporre una limitazione alla frequentazione dei nuovi partner purchè, all’esito di un’accurata indagine psicodiagnostica sulla situazione e sul nucleo familiare allargato, emerga che la presenza del nuovo compagno/a sia di grave nocumento al benessere psico-fisico dei figli (vedasi, fra le tante, sentenza di Cass.civ. n. 11448/2017 del 10.05.2017).

Avvocato Serena Ghizzi

Foto Pixabay

 

 

 

 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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