Portatemi Dio: “Eccomi, sono un social media manager”

Dio può essere considerato il più efficace influencer della storia dell’uomo? Lo abbiamo chiesto direttamente a a lui.

Dio è un brand talmente amato che viene usato dai clienti anche come audio feedback di customer satisfaction durante il sesso. È da questi dettagli che si vede se uno ci sa fare con il marketing. Non mi risulta che si gridi Coca-Cola o McDonald’s.

Dio

Che posso dire a Dio per convincerlo a concedermi un’intervista? Decido di puntare sulla sincerità:

“Ciao Dio. Adoro le tue pagine social e vorrei scriverci un pezzo. Potrei farlo comunque ma ovviamente se potessi intervistarti sai che scoop. Nemmeno il top dei vaticanisti ha mai intervistato il capo. Fammi sapere. Ciao Linda”

Grazie a Dio è gentile e accetta.

BIOGRAFIA DI DIO

Alessandro Paolucci

Non è da tutti avere un alter ego ingombrante come quello di Alessandro Paolucci e sono certa che potesse intraprendere questa sfida, e vincerla, solo chi nella vita reale presenta alcune precise caratteristiche. Una tra tutte essere uno di quei personaggi che hanno sfidato il mercato intraprendendo studi letterari o, ancor peggio, filosofici. Ma d’altra parte voi come lo immaginate Dio?

La descrizione che fa di sé nelle Bio delle sue pagine è chiara e descrive perfettamente il suo ruolo: È il fondatore e l’attuale CEO dell’Universo. All Maker. Life & Death coach. Entra sempre nel bagno delle donne, perché c’è scritto Signore.

“Da quando ho scoperto che il ruolo di Founder e CEO se lo appunta sul petto anche il fruttivendolo ho preso coraggio e mi son detto: dai, chi più di Dio?” mi spiega Alessandro.

UN FAKE DI PESO

Com’è nata questa idea di impersonare un’entità così importante?

“In origine è partito tutto in Twitter. Mi è capitato di notare il fake di Gesù e successivamente pure quello del Papa, così ho scoperto che, invece, un fake di Dio non esisteva. A quel punto ho abbandonato l’idea di impersonare Socrate e ho deciso di farlo io. Aperto l’account Twitter mi sono chiesto chi potesse mai leggermi con zero seguaci. Cosa scrivo se nessuno mi legge?”

SE CHIAMI, DIO RISPONDE”

È a questo punto che ti è venuta quasi per caso un’idea che si è poi rivelata geniale.

“La prima cosa che ho fatto, d’impeto, è stata rispondere a chi mi chiamava, a chi mi invocava nei tweet. Hai idea di quanto venga nominato Dio? Ecco, semplicemente io rispondevo laddove mi si chiedeva aiuto, naturalmente a modo mio. La cosa ha preso piede, divertiva me e anche i followers che hanno cominciato così ad aumentare velocemente. Mi capitava a volte di commentare sotto a tweet di politici ed è stato così che sono finito per la prima volta a Propaganda Live, il programma TV su La 7. Salvini spiegava al suo pubblico quanto volesse credere che ci fosse un senso in questa vita, così sono apparso rispondendo semplicemente che ‘non uso fare spoiler’, una cosetta che ha divertito parecchio”

SOLO DIO PUO’ SPAMMARE IMPUNEMENTE

Da lì sei esploso, diventando di fatto un influencer, se vogliamo il più importante influencer dal punto di vista della credibilità, sei Dio.

“Sì, ed incredibilmente mi pagavano pure per un lavoro che non avevo neppure ben chiaro che lavoro fosse. Così mi sono ritrovato a fare il social media manager e ad accorgermi che il curriculum del mio alter ego funzionava molto meglio del mio. Alessandro Paolucci laureato in lettere e filosofia non faceva scaturire nessuna reazione, ma appena dicevo ‘veramente sarei anche Dio’ scattava subito l’interesse”

Un social media manager che aveva dalla sua un importante successo soprattutto nella capacità di aumentare i followers in modo unico e vincente. Modalità difficilmente replicabile con altri account ma perfetto per Dio.

“Aumentare i follower spammando sui social, cioè seguendo tutti a tappeto per farsi seguire o intervenendo rispondendo a post di altri funziona solo con l’account di Dio in effetti. Dio può seguire chiunque, anzi se vogliamo è proprio tenuto a farlo, altrimenti che Dio sarebbe se non si interessasse a tutti. Rispondere a chiamata diretta degli altri utenti è un’azione sempre ben accetta, anzi gradita. Però sì, può farlo solo Dio.”

CERCASI DIO, ANCHE SENZA ESPERIENZA

Quando Dio s’è fatto un po’ di storia hai deciso di raccontarlo in un libro: Cercasi Dio: anche senza esperienza.  

“Mi ha preso la mano ed è diventato un romanzo anche bello lungo, in cui racconto la mia esperienza tra il reale e il romanzato. Narra di un giovane disoccupato, con una laurea inutile ed una dipendenza da cazzeggio social, che gioca a fare Dio e che si troverà a dover trasformare questo successo in un lavoro.  Me lo sono auto prodotto con Amazon e anche se farlo è stato abbastanza complicato sono felice del risultato. È arrivato il Covid a mettermi un po’ i bastoni tra le ruote, impedendomi di fare la promozione come avrei voluto, ma la storia piace e chi vuole può ancora acquistarlo”

Alessandro Paolucci-Cercasi Dio

I tuoi post sono spesso dissacranti anche se mai spiacevoli anche per chi, per motivi religiosi, potrebbe sentirsi offeso dalle parole di un fake di Dio. Quanto nella produzione di battute o testi ti aiuta la tua preparazione filosofica?

“Dio lo impersono seriamente, o meglio, con accuratezza. Ovviamente se parlo per suo conto i contenuti e i rudimenti di ciò che lo riguarda devo conoscerli e magari inserirli nei miei discorsi. Anche i santi non possono essere nominati a caso.”

LA VERITA’ SUI FILOSOFI. QUALCUNO DOVEVA DIRLA

La tua passione per la filosofia ti ha dato l’idea anche per la tua nuova opera letteraria “Storia stupefacente della filosofia. Oppio, Lsd e anfetamine da Platone a Friedrich Nietzsche” uscito da pochissimo, di cosa tratta?

“Tratta della generale convinzione, sbagliata, che i filosofi su cui si basa la storia del pensiero siano stati personaggi eticamente integerrimi, quasi paragonabili ai santi. Siamo abituati a sentirci raccontare, anche a scuola, questi grandi pensatori come uomini barbuti e noiosi impegnati solo a sondare i meandri del genere umano. Nel mio lavoro racconto come questo non sia vero. Come fossero pieni di vizi e spesso anche vittime gioiose delle loro dipendenze, da cui il titolo ironico. Ad esempio, Nietzsche, colui al quale si deve il concetto di Superuomo, era tutt’altro che questo. Era piccolo, malaticcio e drogato dai farmaci di cui abusava. Platone ha prodotto il mito della caverna sotto l’influenza di una bevanda allucinogena e Sartre si faceva pesantemente di anfetamina. Anche gli scienziati riservano sorprese interessanti, sto pensando di scriverci il mio prossimo libro”.

Credits foto di copertina: Elena Datrino


Linda Baldessarini

Linda Baldessarini, classe 1974. Organizzatrice di eventi "lustrini free" con un occhio particolare agli artisti emergenti. Ama vivere col registratore acceso e la penna in mano per cogliere e raccontare storie e persone che solleticano la sua curiosità.

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