Via alla Maturità anche a Bolzano: “Noi, studenti privati di molti riti di passaggio”

Maturità 1BOLZANO. Un esame vero e proprio ma anche un primo piccolo passo verso la riapertura totale delle scuole a settembre: così è come viene descritta la Maturità 2020. Un Esame di Stato diverso dal solito come diverso è stato quest’anno scolastico fortemente segnato dall’emergenza Coronavirus. Oggi, dunque, al via i “maxiorali” anche a Bolzano.

La prova è divisa in cinque parti: si inizia dalla presentazione di un elaborato per passare all’analisi di un testo in italiano. Al candidato viene poi fornito uno spunto per elaborare un monologo interdisciplinare. Nella durata di 60 minuti gli studenti dovranno anche mostrare alla commissione le competenze acquisite durante l’alternanza scuola-lavoro (Pcto) e le proprie conoscenze in ambito di Cittadinanza.

Maturità 2Quest’anno, va detto, è mancata una vera e propria “notte prima degli esami” in quanto ogni studente affronterà l’esame in date differenti non essendo previste prove scritte in presenza. “Un altro rito di passaggio di cui siamo stati privati a causa del virus – raccontano gli studenti – così come salutare i propri insegnanti l’ultimo giorno di scuola”. “Sembrano passaggi banali, ma rappresentano qualcosa di importante per noi” – sottolinea Rachele Pes – studentessa della classe quinta del Liceo Pascoli.

Maturità 3Alessia Degasperi, sempre al Pascoli, ha svolto proprio oggi l’esame di Maturità: “I professori sono stati comprensivi e non ho riscontrato troppe difficoltà”. Sofia Mazzoleni, studentessa del Liceo tedesco Walther von der Vogelweide, dal canto suo sottolinea l’importanza di avere avuto una commissione interna, ma c’è anche qualche lamentela: “Durante la quarantena è mancata la motivazione per molti studenti, in aggiunta le linee guida su come sarebbe funzionato l’Esame sono arrivate tardi”. Chi ha già affrontato il maxiorale come Simone Pilloni, studente del liceo Toniolo guarda già al futuro, che sembra però non essere così limpido: “Ci sono ancora molte incognite su come verranno svolte le lezioni universitarie”.

Andrea Dalla Serra