“Così abbiamo conquistato il pubblico di Vasco”

Vasco Rossi a Trento ha portato un concerto di portata storica ma quella giornata sarà difficile da dimenticare anche per Atop The Hill, Maitea e The Rumpled: le band che hanno aperto il concerto. Siamo andati a raccogliere le loro emozioni

I vincitori dell’Euregio Rock Contest hanno aperto il concerto di Vasco a Trento

Il concerto di Vasco Rossi a Trento è stato qualcosa di enorme per il Trentino Alto Adige, ma è stato qualcosa di ancora più grande per le band locali che hanno potuto suonare davanti a circa 100.000 persone. Numeri che farebbero tremare le gambe a chiunque ma non agli Atop the Hill, a Maitea e nemmeno ai The Rumpled, i tre gruppi musicali che abbiamo contattato per farci raccontare la loro esperienza. Per arrivare sul palco della Trentino Music Arena i ragazzi hanno dovuto partecipare e vincere un concorso organizzato dall’Euregio.

Qual è stata la vostra reazione quando avete saputo di aver vinto il concorso e di conseguenza che avreste aperto il concerto di Vasco Rossi?

Daniel Ruocco, cantante degli Atop the Hill, gruppo bolzanino di musica pop rock, ci racconta che sono rimasti increduli: “Non ci aspettavamo di vincere il concorso. È vero che da 191 band eravamo arrivati alla finale ma in quel momento non ci credi più di tanto. Magari un po’ per scaramanzia ma pensi sempre di non farcela. Alla fine abbiamo vinto e non volevamo crederci, in realtà non ci abbiamo creduto fino a quando siamo saliti sul palco. È stato incredibile, un’emozione indescrivibile, avevamo davanti a noi almeno 90.000 persone”. Elisa Maitea Olaizola, in arte Maitea, invece è stata meno pacata: “Ho chiamato subito mia mamma che è corsa a casa e ci siamo abbracciate in lacrime, è stata una notizia che non mi aspettavo. Considerando il numero di band che si erano iscritte per me era già tanto essere arrivata in finale. È stata una botta di adrenalina, poi ho mandato un messaggio vocale abbastanza imbarazzante nel gruppo che ho con gli altri componenti della band, urlavo e li ringraziavo, perché ovviamente è anche grazie a loro se ce l’ho fatta. Io e la mia chitarrina da sole non saremmo arrivate fino a questo punto”. Una liberazione anche per Tommaso Zamboni, fisarmonicista dei The Rumpled: “E’ stata un’emozione fortissima. Attendevamo il risultato con un sacco di ansia. Abbiamo fatto la finale sabato sera e abbiamo atteso tutta la domenica senza avere notizie, lunedì poi è uscita la storia su Instagram fatta da Vasco Rossi in persona. È stata una liberazione, soprattutto per me che la stavo vivendo male. Noi ci credevamo e sapevamo di poterlo fare, avevamo sensazioni positive ma c’erano tantissimi altri gruppi forti, quindi è stata una grande soddisfazione, eravamo tutti contentissimi”.

Un brano degli Atop the Hill
Daniel Ruocco cantante
Maddalena Ansaloni al basso
Mattia Mochen alla batteria
Antonio Del Giudice alla tastiera
Luca Pallaver alle chitarre

VASCO COME PRIMA, STRAORDINARIA, VOLTA

Prima di Vasco, nessuna di queste band aveva ovviamente mai suonato davanti a un pubblico così vasto. Maitea aveva già aperto altri concerti ma il pubblico più grosso l’ha trovato a un tributo per i Pink Floyd con un migliaio di persone di fronte. Ammette però che tra mille e cento mila c’è una bella differenza. Gli Atop the Hill erano abituati a qualche centinaio di persone ai loro concerti, arrivando a circa 3000 a un Festival Studentesco di qualche anno fa. Un po’ più esperti ma comunque lontanissimi dai numeri di Vasco i The Rumpled che a un Festival in Francia avevano suonato davanti 6-7 mila persone e “prima del concerto di Rossi mi era sembrato un pubblico gigantesco”, afferma Zamboni.

Un brano dei The Rumpled
-Marco Andrea Micheli (voce)
-Patrizia Vaccari (violino)
-Tommaso Zamboni (fisarmonica)
-Davide Butturini (chitarra)
-Luca Tasin (basso)
-Federico Fava (batteria)

Cosa vuol dire suonare davanti a quasi 100.000 persone e quali sono le grandi differenze rispetto alle altre vostre performance?

Ruocco racconta che: “In realtà in questi anni di musica ho sempre detto che bisogna suonare come se davanti a noi ci fossero 100.000 persone. Che sia mia mamma, gli amici o la zia bisogna dare tutto, come se fosse un grande show e infatti ci siamo trovati davvero davanti a 100.000 persone e siamo stati normali come sempre. Un po’ di agitazione ovviamente c’era ma eravamo gli stessi Atop the Hill che potete vedere in concerto a Bolzano. Questo è stato il bello”. Prosegue Zamboni: “Noi siamo particolari ma tutti e sei eravamo tranquilli, super lucidi e non vedevamo l’ora di farlo. Quando siamo saliti sul palco ci ha fatto un effetto pazzesco dal punto di vista dell’adrenalina, nessuna agitazione o incertezza. Eravamo lì per spaccare il palco. I fan di Vasco sono un po’ “tosti” e fino a quel momento avevano fatto fatica a scaldarsi. Quando abbiamo visto che la gente era coinvolta e che saltava abbiamo capito che potevamo fare nostro il pubblico, ed è successo proprio questo. Battevano le mani quando glielo chiedevamo e vederlo fare da 120.000 persone è la grande differenza, ti da un’altra carica. Ricevi tutta l’energia che cerchi di dare e ti torna da 100.000 persone, una roba pazzesca, sono immagini che non dimenticheremo mai”. Conclude Maitea che svela anche qualche piccola paura: “È tantissimo d’impatto. Prima di salire sul palco mi è venuto un nodo in gola e pensavo di non riuscire nemmeno a dire “ciao”. Poi ho detto le prime parole e magicamente mi è passato tutto. Avevo paura che per l’ansia non sarei riuscita a godermi il momento, era una cosa unica e sarebbe stato un peccato non riuscire a viverla nel migliore dei modi. Sono riuscita a gestire bene questa cosa, mi sono divertita e non ero nemmeno tanto agitata, sarei rimasta lì altre due ore”.

UNA MAREA CHE INTIMORISCE

Indaghiamo, quindi, se di fronte a una marea di gente simile ci fossero altre paure. Prende parola Maitea: “Di base sono una persona molto timida, per cantare non ho problemi ma quando si tratta di parlare e comunicare col pubblico sono sempre molto riservata. Non mi piace fare discorsi, non sono una che continua a stimolare il pubblico, quindi mi spaventava più di suonare o cantare. Paradossalmente, però, mi sono trovata meno in difficoltà rispetto a situazioni più piccole dove è quasi più imbarazzante suonare davanti a poche persone. Al concerto di Vasco erano tantissimi e sono diventati un tutt’uno”. Zamboni spiega invece che a loro la cosa non spaventava affatto: “Non è spavalderia ma sapevamo quello che potevamo dare ed eravamo convinti che avremmo smosso la folla. Se avessimo trovato un’altra risposta le cose sarebbero diventate più difficili ma appena abbiamo visto che funzionava è andato tutto in discesa. È pura gioia, abbiamo dei video nei maxischermi dove siamo super sorridenti, ce la siamo proprio goduta e questa era la cosa più importante perché erano solo venti minuti, brevi ed intensi”.

Un brano di Maitea: Francesca Endrizzi (batteria), Cristian Postal (basso), Alessio Dalla Torre (chitarra), Massimo Faes (tastiere), Elena Favè e Linda Redolfi (cori)

CHE EMOZIONE E’ CANTARE PRIMA DI VASCO?

Proseguiamo quindi facendoci raccontare nel dettaglio l’esperienza e l’emozione delle tre band, partendo dagli Atop the Hill, i primi a salire sul palco della Trentino Music Arena: “Siamo arrivati a Trento all’ora di pranzo e abbiamo atteso il nostro turno fino alle 17.30. Siamo stati i primi, dovevamo aprire la serata. Ci siamo messi un outfit per essere abbinati e siamo entrati in scena emozionati e un po’ agitati ma era un’agitazione positiva. L’outfit era estivo e di colore chiaro perché il palco era nero (e qui raccontiamo proprio il palco nei dettagli) e volevamo farci notare anche dalle persone più lontane. Questa cosa è servita e si è rivelata utile perché quando siamo scesi dal palco molti si sono fermati per chiederci foto o far due chiacchiere dato che ci avevano visto suonare e poi ci hanno riconosciuto. Prima di entrare ci siamo abbracciati e ci siamo detti che bisognava andare fuori e divertirsi, questo è quello che importava. Inoltre c’è stata una buona risposta dal pubblico, ne ho avuto la conferma incrociando lo sguardo con le persone più vicine, se guardavo verso l’orizzonte invece era infinito. È stata un’emozione enorme e i venti minuti a disposizione purtroppo sono volati, sono stati i venti minuti più veloci della nostra vita”. Maitea spiega che l’hanno vissuta con grande adrenalina perché erano tutti coscienti della grande chance: “Nemmeno a certi artisti famosi capita un pubblico così vasto. C’era grande adrenalina e voglia di dare il meglio davanti a un’occasione irripetibile. Dovevamo dare assolutamente il massimo e quindi eravamo molto determinati”. Chiosa Zamboni: “Siamo soprattutto una band da palco, da live e il nostro genere – l’irish punk – punta tanto sulle pulsazioni ritmiche e su melodie orecchiabili, cantabili, non complesse e poi abbiamo un cantante che è bravissimo a coinvolgere il pubblico, un vero professionista in questo. Per noi si tratta di far sentire in poco tempo che tipo di partecipazione vogliamo, ovvero cantare, saltare, ballare, battere le mani e abbiamo trovato stratagemmi per farlo in modo chiaro e subito coinvolgente. Vederlo fare a 120.000 persone con quelli in fondo che nemmeno li vedi però senti che ci sono è incredibile. Non ci siamo resi conto di tutto in quei venti minuti ma è stato ancora più amplificato quando ci siamo rivisti dopo.
Vasco a 70 anni è ancora una rockstar pazzesca. È super in forma, fa un po’ fatica a parlare ma molto meno a cantare, è ancora davvero forte. Aprire a uno che ha fatto la storia ed è un’icona, il Dio per una marea di persone che lo seguono, vuol dire tantissimo per un musicista che fa rock, anche se la nostra è una declinazione particolare di rock. È stato un onore, peccato non averlo incontrato di persona”.

Vita Spericolata al concerto di Trento per Vasco

Per concludere ci siamo fatti raccontare l’aneddoto più bello del concerto…

Zamboni sceglie il momento in cui tutti i 120.000 della Trentino Music Arena alzano le mani alla loro richiesta e poi, al loro segnale, iniziano a batterle a tempo. Ruocco racconta che: “Finita la nostra esibizione c’era il bassista di Vasco, il Gallo, e si è complimentato con Maddalena Ansaloni perché ha sentito il basso dal camerino. È uscito, è venuto sul palco, ci ha ascoltato e ci ha aspettato per fare i complimenti a “Maddy”, le ha detto che aveva proprio un bel groove e lei si è emozionata molto. Maitea sceglie l’ambiente e la solidarietà che si era creata tra le band: “Mi è rimasto nel cuore ma forse la cosa più bella è il fatto di aver ricevuto dei bei feedback da persone che non mi conoscono. Mi ha scritto gente su Instagram per dirmi che si sono emozionati, questa è una grande gioia anche perché erano lì tutti per Vasco ma sapere che qualcuno è rimasto colpito dalla mia musica mi ha fa tanto piacere, è una soddisfazione”. In merito a ciò Zamboni ci spiega l’impatto di visibilità ricevuto: “Abbiamo i social che stanno impazzendo e da due giorni rispondo a messaggi e commenti, sono tutti belli. Ti rendi conto che quello che fai viene apprezzato e la tua musica ha trovato riscontro in così tante persone. Gli organizzatori stessi erano molto contenti, qualche giorno dopo abbiamo aperto Vasco anche a Milano e ora speriamo di essere entrati in giri interessanti nel nostro ambiente musicale”.

Stefano Rossi

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

Alan Conti has 5744 posts and counting. See all posts by Alan Conti

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?