Variante sudafricana, il rischio resistenza agli anticorpi monoclonali

BOLZANO. La variante sudafricana a Bolzano. Cosa implica e perché preoccupa?

Le varianti in realtà non sono un solo un potenziale pericolo per l’efficacia dei vaccini, ma per  una resistenza (quasi) accertata agli anticorpi.

Per esempio la variante inglese (classificata come B.1.1.7) e quella sudafricana (classificata come B.1.351) del s Sars CoV 2 mostrano resistenza agli anticorpi.

Questo passaggio implica che le terapie costituite da anticorpi monoclonali (Monoclonal AntiBody, Mab) possono non essere efficaci come sembrava.

La segnalazione arriva da una ricerca pubblicata sulla rivista Nature e basata su test fatti in laboratorio dal gruppo della Columbia University (Usa) guidato dal virologo David Ho e vede preoccupata la comunità scientifica.

Il team di David Ho ha classificato (dopo sperimentazioni da 9 a 10-12 volte più resistentei agli anticorpi del plasma dei guariti e ai sieri delle persone vaccinate) un problema che non riguarda invece la variante inglese. La variante brasiliana P.1 (classificata o 501Y.V3) ha alcune mutazioni analoghe alla sudafricana, la resistenza appare quindi simile.

Il rischio?

Arrivare troppo tardi con i vaccini, quindi non raggiungere l’immunità di gregge e rischiare reinfezioni da parte delle varianti. Lo studio di Nature porta a mutazioni in grado di rendere obsolete terapie (anche con plasma e monoclonali) ed appunto vaccini.

In Alto Adige la simulazione Usa indica la via: contagi ridotti con vaccini e mascherine a giugno 

Dati in calo in Alto Adige (parliamo d’ infezioni) ma sempre con una media peggiore rispetto al nazionale.

Nel grafico d’elaborazione internazionale si contempla la somministrazione di vaccini secondo il piano vaccinale nazionale e l’uso di mascherine e distanziamento.

Contagi quindi in forte diminuzione a fine giugno anche in Alto Adige, a patto ovviamente si mantenga fede a piano vaccinale previsto unito a distanziamento e mascherine. 

*da “today”in grafico  i dati sono simulati

*dati elaborati da The Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) is an independent global health research center at the University of Washington. 

*link allo studio di Nature https://www.nature.com/articles/s41586-021-03398-2 

Marco Pugliese (Unione Giornalistici Italiani Scientifici)


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