Uil: “No alla provincializzazione della scuola in Alto Adige

BOLZANO. La Provincia di Bolzano guarda con sempre maggiore interesse alla possibilità di mettere mano totalmente sulla scuola ma il sindacato Uil mette in guardia da quelle che potrebbero essere le conseguenze. “L’esperienza In Trentino potrebbe sedurre anche la nostra amministrazione – le parole del segretario regionale di UilScuola Rua Marco Pugliesema ci sono degli aspetti che vanno considerati e che ci fanno propendere per la totale contrarietà alla provincializzazione della scuola rispetto alla struttura statale. A fronte di possibili aumenti esiste un rovescio della medaglia piuttosto preoccupante”. Quale? “Prima di tutto la perdita di centralità del collegio docenti. Negli istituti provinciali i dirigenti acquisiscono ampissimi poteri decisionali ma si riducono gli spazi di democrazia”. Anche sulle gite potrebbero cambiare alcune condizioni. “Gli statali possono negarsi e rinunciare all’accompagnamento, ma i provinciali no”.

Capitolo a parte riguarda le 220 ore funzionali previste per i docenti provinciali. “Si tratta di un monte ore che oggi viene utilizzato dai dirigenti per affidare degli incarichi particolari agli insegnanti. Praticamente tutti arrivano a completare tutto il piano orario ma non è obbligatorio utilizzare tutte le 220 ore. La Provincia potrebbe chiaramente rivedere questi parametri e aumentarle oppure renderle tassative. E’ vero, potrebbe esserci la possibilità di guadagnare di più ma con carichi di lavoro ancora aumentati”. Le previsioni di Pugliese arrivano dall’esperienza diretta. “Non sono orizzonti catastrofisti ma analisi piuttosto lucide guardando cosa è successo dove la provincializzazione è già una realtà come nelle scuole dell’infanzia o al Centro Formazione Professionale Einaudi di Bolzano. Naturalmente molti dirigenti scolastici stanno seguendo con attenzione questo processo perché vedrebbero accrescere il loro margine discrezionale ma noi non possiamo che opporci ad un quadro che, alla fine, porterebbe alla contrazione del guadagno e alla perdita di coinvolgimento democratico da parte degli insegnanti”. (a.c.)

Foto Civoonline e Youtg


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