Tutti a casa…e gli studenti si inventano Radio Quarantenna

Abbiamo parlato con Paolo Sticcotti, uno dei creatori insieme a Domenico Nunziata di Radio Quarantenna, una Web Radio, dove un gruppo di ragazzi – in questi giorni difficili – trasmettono le loro sensazioni, provando a portare un po’ di informazione, intrattenimento e molto altro nelle case della gente. Una radio nata da una pazza idea di Sticcotti per creare ora più come mai, senza uscire di casa, il senso di comunità. Paolo trasmette in pigiama, in maniera del tutto amatoriale, e dalla propria cameretta con – a volte – l’inconveniente di qualche familiare che entra nel suo “studio”. È tutto così semplice quanto efficace, visto che con la loro voce riescono a stare vicino alle persone in un momento dove i contatti umani sono ridotti al minimo.

Sticcotti si definisce un ragazzo impulsivo ed è stata proprio la sua impulsività a dar luce a Radio Quarantenna, grazie anche al supporto dei suoi collaboratori che ha definito fondamentali in questa avventura: Sono felice di avere amici che mi aiutano a trasformare in realtà le mie follie momentanee” e prosegue: “L’idea è nata in una maniera assurda, in tarda serata, sul nostro gruppo Telegram. Alle una di notte pubblico un post su Facebook spiegando il progetto e la mattina mi sveglio con il telefono che non smette di vibrare. La reazione è stata fin da subito incredibile e ognuno ha voluto dare il suo contributo, questo è lo spirito della radio”.

Da cosa nasce il desiderio di creare la radio in un momento così delicato?

“L’idea è quella di creare uno spazio aperto e fare comunità, di stare in qualche modo insieme, in un momento in cui è consigliato stare a distanza. La radio ci sembrava un modo garbato e carino per arrivare alla gente. Mentre le persone fanno le loro cose, come cucinare, mettere in ordine la camera o stirare, ci possono ascoltare. Era da tanto che volevamo uno strumento per dar voce alle nostre opinioni, condividere le cose che ci piacciono e le nostre espressioni. Radio Quarantenna è anche questo, uno spazio comune per stare insieme in un modo un po’ diverso, rispondendo all’esigenza del momento”.

In quanti siete impegnati nel progetto e di cosa parlate?

“Adesso siamo una ventina ma in ogni puntata c’è qualcuno che vuole portare qualcosa di nuovo e che vuole condividere la sua idea. Non c’è solo la radio però, c’è chi dà una mano con le grafiche, chi con il sito, chi con le parti informatiche e chi con quelle più tecniche. Poi c’è chi si concentra sulla conduzione e chi si limita a suggerire contenuti. Ogni giorno nasce qualcosa in più, qualche nuova proposta, qualche nuova idea per condividere le proprie passioni. In genere parliamo in piccola parte di quello che sta succedendo all’esterno con notizie di attualità e approfondimenti sul Coronavirus, per il resto di ciò che ci piace. Oggi, per esempio, c’era una rubrica sul ciclismo, c’è sempre uno spazio politico e un altro culturale con fumetti, film e suggerimenti su come passare il tempo. Piccolo spoiler: è appena venuta fuori l’idea di una rubrica di cucina, mentre c’è una ragazza che vuole parlare di tabù e di ciò di cui non può dire a casa. Chiaramente non manca la musica perché una radio senza musica che radio sarebbe?”.  

 


Che tipo di gruppo siete?

“Eterogeneo, ognuno di noi ha passioni e idee diverse ma siamo tutti accomunati dal fatto di essere chiusi in casa e ci sta stretta l’idea di annoiarci e buttare via le giornate. Abbiamo trovato in Radio Quarantenna, un modo per “scappare” dalla costrizione di stare in casa, attraverso le onde radio”.

Con tutti questi programmi avete un palinsesto?

“I primi due giorni sono stati un po’ confusionari. Ieri sera, però, ci siamo trovati su Skype e siamo riusciti a creare un palinsesto ben fatto, anche per non rischiare di andare in diretta in contemporanea con qualcun altro. I programmi del giorno vengono pubblicati la mattina e vengono ricondivisi nel corso della giornata sul nostro profilo Instagram: radio.quarantenna”.

La gente vi può trovare su Instagram e poi?

“Sul sito quarantenna.it che è poi un redirect a Spreaker, la piattaforma dove registriamo e dove la gente può ascoltarci”.

Come gestite le puntate?

“C’è chi ha un approccio più professionale e chi più casalingo. Siamo collegati tra di noi via Skype mentre prendiamo il flusso audio e lo trasmettiamo in radio, aggiungendoci gli intervalli musicali. Ogni tanto mentre siamo in onda succede che entri qualche familiare a disturbare, nessuno di noi è in uno studio radiofonico. Molti di noi vanno in onda solo con le cuffiette visto che siamo quasi tutti studenti fuori sede e quasi nessuno ha un microfono. Nel mio caso trasmetto in pigiama, anche perché ho finito i vestiti”.

Ci sono ospiti?

“Sì ogni giorno c’è qualche ospite diverso che viene scelto liberamente da conduce la puntata, a patto che riesca a proporre qualcosa di alternativo”.
Sticcotti2

È una radio momentanea, frutto dell’emergenza, oppure avrà un futuro?

“Non lo so è iniziata solo due giorni fa ma abbiamo ottenuto una risposta incredibile. Inizialmente non c’era passato nemmeno per la testa di fare una radio seriamente, era solo un gioco. Ora però ci stiamo rendendo conto che forse è qualcosa di un po’ più grande di quello che immaginavamo. Potrebbe avere un futuro ma ci penseremo”.

Lancia un messaggio promozionale, perché le persone dovrebbero ascoltarvi?

“Perché crediamo possa essere il nostro nuovo modo di stare insieme”.
Stefano Rossi