Trieste, picchiato selvaggiamente noto attivista Lgbt

TRIESTE. Antonio Parisi è un ragazzo dolce, sensibile, sicuramente eccentrico, molto conosciuto a Trieste e dintorni per essere sempre in prima linea a difendere i diritti di tutti.Antonio Parisi è l’ideatore del Jotassasina in onore della nota e famossissima Muccassassina di Roma. Serate di musica conviviali, assolutamente inclusive e non ghettizzanti per tutti gay ed etero. La nota rilevante è che questi eventi, nel tempo hanno acquistato un valore per tutto il Friuli Venezia Giulia e non solo, come momento di aggregazione e condivisione sociale. E non è un caso che tutto ciò avvenga a Trieste, città che per motivi storici e culturali ha rispetto, apertura e tolleranza per tutti. Antonio Parisi due sere fa, si trovava con alcuni amici in una osmizza, un tipico locale dell’altopiano del Carso a Monrupino. All’improvviso alcuni ragazzi hanno iniziato a prenderlo in giro per come era vestito, ma Antonio è abituato e non ha dato peso completamente continuando a far finta di nulla. Alle 18, chiusura del locale, questo gruppo di ragazzi si avvicinano e cominciano a date delle spinte cercando la lite. Ma non c’è stato tempo di reagire o proferire parola, Antonio caduto a terra è stato vittima di una furia inspiegabile con colpi selvaggi. A quel punto gli amici di Antonio hanno cercato di intervenire per difenderlo. Pestati di botte anche loro: uno ha subito percosse tali da riportare 15 giorni di prognosi. I colpi più forti ad Antonio, come lui stesso ha affermato, sono arrivati alla testa tanto che avverte ancora dolori e vertigini. Non si capisce se dietro questa missione punitiva ci sia solo una intolleranza omofobica o puro “divertimento”. Negli ultimi tempi si sono verificati episodi analoghi senza un motivo verso una ragazza e verso un nonno volontario. Stima, affetto, solidarietà hanno invaso Antonio condannando il vile gesto. Il mondo della politica si è stretto intorno a lui e ai suoi amici dopo l’aggressione. Il sindaco, il vicesindaco, consiglieri, associazioni e gente comune hanno reagito a questo fatto pubblicamente condannando duramente.Il vicesindaco Polidori ha detto: “Io non voglio nemmeno pensare che questa schifosa aggressione possa avere motivazioni attinenti ad una qualsivoglia intolleranza nei confronti di Antonio. Conoscendolo per persona assolutamente affabile, gentile ed educata, però, non riesco a pensare ad altre motivazioni e l’ipotesi mi gela il sangue.” Così anche l’assessore Carlo Grilli: “Essere pestati a sangue non è accettabile. Ancora meno se la causa è un orientamento sessuale . Un abbraccio a quei ragazzi. Senza altro da aggiungere”. La consigliera Sabrina Morena (Open Fvg), invece, invia una nota stampa: “Odio la violenza e l’omofobia. Tutta la mia solidarietà a Antonio Parisi a cui va tutto il mio sostegno. Bisogna intraprendere tutte le misure possibili per arginare la violenza fisica e verbale e l’omotransfobia”. Nota triste e stonata le parole del consigliere Tuach: “Parisi avrebbe litigato col fidanzato per la vasellina” e sostenendo che “In un terzo dei paesi al mondo non esiste l’omofobia perché per i gay c’è il carcere o la pena di morte”.Abituati a battute tristi e infelici del Tuach molti hanno preso le distanze La realtà è che spesso la violenza verbale fa più male di quella fisica. Sabato la Trieste dei diritti farà una manifestazione alle 16,30, rispettando le norme anti covid. “Basta omofobia nel consiglio comunale”. Facendo i migliori auguri a questi ragazzi, chiudo con un pensiero di Antonio: “Il mio diritto di uomo è anche il diritto di un altro. Ed è mio dovere garantire che lo eserciti”. Questo ovviamente vale per tutti. Ricordiamocene. La violenza non può essere tollerata mai, per nessun motivo.
Manuela Piazza


Foto con bandiera di Erika Zucchiati

Foto di Parisi ripresa dal web


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