Trento, la procura tira dritto nel processo agli anarchici: chiesto il giudizio per finalità terroristiche

TRENTO. La procura tira dritto contro i sette anarchici arrestati nell’operazione “Renata” e, nonostante la riformulazione del Tribunale del Riesame che aveva derubricato i reati ad azione sovversiva senza finalità di terrorismo, chiede il giudizio immediato. Questo è quanto riporta Dafne Roat sul Corriere del Trentino. Gli attentati oggetto dell’indagine sarebbero sei e sarebbero ancora in corso alcuni accertamenti con la formula dell’incidente probatorio. Si tratta di reperti e tracce biologiche inviate ai Ris di Parma.

A richiedere il giudizio sono stati Sandro Raimondi, Davide Ognibene e Pasquale Profiti titolari dell’indagine. Di fatto si andrà subito alla fase del dibattimento saltando l’udienza preliminare. Il processo rimane per finalità terroristiche ed eversive dell’ordine democratico come reato contestato a quattro dei sette imputati (Luca Dolce, Giulio Bottamedi, Roberto Berdusco e Agnese Trentin). Per gli altri tre (Marie Antonia Sacha Beranek, Andrea Parolari e Nicola Briganti) la finalità terroristica è solo un aggravante.

La difesa affidata a Giampiero Mattei, Andrea De Bertolini e Bonifacio Giudiceandrea ha presentato un appello davanti al Riesame chiedendo la revoca della misura cautelare in carcere chiedendo misure meno severe anche nella detenzione. L’unica ai domiciliari è Beranek.

Alan Conti

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Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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