Tra Krampus e oltrerealtà: socialgiornalismo e oltrenotizia

Tralasciamo da subito dibattito social pro o contro la tradizione di Vipiteno. In queste righe non valuteremo il senso o meno della manifestazione ma il peso specifico delle notizie e la cassa di risonanza social sempre più potente, anche a Bolzano. Non è un fattore secondario, nell’anno delle elezioni comunali, cavalcare i social.

Ma partiamo dal principio : testate nazionali iniziano a “bombardare” il web con un video in cui ragazzi mascherati da Krampus aggrediscono e e malmenano passanti. Oltre a ciò qualcuno aggiunge “picchiati immigrati”, in realtà scambiando ragazzi con il viso pitturato di nero, ovvero dei provocatori creati ad hoc.

La notizia finisce qui. Ma sui social si scatenano gogne, processi ed un magma di giudizi, addirittura mirati alla popolazione di lingua tedesca altoatesina, rea d’esser custode d’ usanze alquanto barbare.

Arrivano le smentite e soprattutto viene pubblicata una foto in cui diavoli e provocatori posano insieme come ricordo. Oltre a ciò iniziano a circolare immagini in cui si vedono chiaramente i provocatori in viso.

Ma ormai è troppo tardi. La macchina è partita con annessi giudizi e gogne. L’ attenzione si sposta sul dibattito  che può essere riassunto in “tradizione da abolire”.

Ormai la narrazione è creata e la notizia diventa oltrenotizia.

 

Il meccanismo dell’ oltre notizia

 

Il socialgiornalismo (legato a logiche numeriche) ha creato la notizia in divenire, poliformica che cambia di minuto in minuto, quasi come un telefono senza fili vastissimo. Quando una notizia viene classificata come tale, anche se smentita o fortemente modificata diventa oltrenotizia. L’oltrenotizia è una notizia che si desidera, che si contorce alla propria realtà. Molte oltrenotizie vanno a creare poi per traslazione l’oltrerealtà, ovvero quel sentimento nato sul social che diventa però reale e diffuso, influenzato la realtà del vissuto.

 

Esempio  

 

• Notizia originale riportata dalle maggiori testate : Video di un cane legato che abbaia affaticato, pare da ore. Reazione indignata, condivisione social estrema

 

• Arriva una prima ricostruzione :Il cane abbaiava a causa della sua padrona, svenuta a lato della cuccia,ma non visibile nella prima parte di video Reazione meravigliata, ma notizia scarsamente condivisa, prevale ancora la prima, seppur parziale.

 

• Inizia a diffondersi una smentita ma ormai siamo nell’oltre notizia, ovvero quel momento in cui l’utente , senza ulteriori verifiche, prende per buona la capillarità della prima notizia, ovvero quella con il video a metà. Il trionfo della quantità sulla qualità.

 

• Più persone veicolano l’oltrenotizia creando i presupposti per l’oltrerealtà. Aumentano le segnalazioni riguardanti  cani legati e sofferenti. Ma le più non vengono  considerate attendibili.

 

• Nonostante smentite e spiegazioni ormai “si vuole” la notizia abbia una certa piega ed un certo significato, soprattutto se spendibile politicamente.

 

Esistono mezzi per difendersi? La continua verifica delle fonti primarie, il non voler traslare una determinata informazione  in “ciò che si vorrebbe” Ma rimane nel contesto del” ciò che è”.

 

“Fu un giorno fatale quello nel quale il pubblico scoprì che la penna è più potente del ciottolo e può diventare più dannosa di una sassata.”  affermava Oscar Wilde, anticipando il socialgiornalismo, ovvero un giornalismo in cui il pubblico interagisce con l’autore, veicolando poi pezzo e pensiero o producendo effetti contrari.

 

Val la pena ricordare che una bugia raccontata più volte sempre bugia rimane.

 

Marco Pugliese

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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