The House, il trip dark di Netflix è un cartone animato

Pubblicato su Netflix The House, un cartone animato che non è assolutamente per bambini. Un tuffo nel dark che è come un trip talvolta incomprensibile ma sempre pieno di qualche sentimento: dalla malinconia alla paura

Inquietante, a volte incomprensibile e quasi sempre velato da una malinconia di fondo. A guardare The House su Netflix non sai bene cosa ti rimarrà dentro eppure lo senti. E’ un cartone ma non è certo per bambini (il che è anche giusto, è ora di uscire da questo semplicistico automatismo).

E’ banalmente la storia di una casa e di persone ma anche di topi, scarafaggi e di gatti. Di desolazione, avventura, bramosità e paradosso. Forse non è nemmeno una storia trattandosi di tre episodi collegati solo da lei: la casa. Con le dovute proporzioni linguistiche possiamo dire sia un trip psicologico colorato ma non troppo.

Da vedere? Sì per la sua singolarità ma non vi assicuriamo che vi piaccia. Troppo soggettivo ma sicuramente fuori dal comune. Uno di quegli argomenti spendibili, nel bene e nel male, ad un aperitivo.

Il trailer ufficiale di The House

THE HOUSE SBIRCIA NEL BARATRO DELL’UOMO

Si parla tanto dell’uomo e delle sue miserie in The House. Velatamente o meno. C’è dentro l’avidità che non si pone domande, le aspettative capovolte, l’arroganza di capire i business nella frenesia di ricchezza, le fragilità della solitudine, i legacci alle cose materiali che non riusciamo a strappare e le paure del mare aperto o delle sue frontiere infinite. Ma anche la liberazione con il dolore per il cambiamento come paradigma della futura felicità. Un cartone sì ma con un occhio fisso sull’orrore esistenziale che tutti abbiamo nascosto dentro da qualche parte. Se vogliamo possiamo definirla black comedy.

Che l’interiorità abbia una dimensione molto maggiore in questa opera si nota in modo molto visivo: avete notato (per chi l’ha visto) che gli ambienti interni della casa sembrano, in realtà, molto più grandi di quanto lasci immaginare l’edificio dall’esterno? Esatto, conta cosa c’è dentro, oltre l’eleganza della facciata ottocentesca che svetta fuori.

La casa protagonista qui nel secondo episodio

PRODUZIONE E STOP MOTION

A produrre questo film è Nexus Studio con Charlotte Bavasso e Christopher O’Reilly. Un lavoro che pesca ad ampissime mani nella tecnologia stop motion per l’animazione. I registi portano firme di prestigio nel regno del noir belga come Emma De Swaef, Marc James Roels (prima parte), Niki Lindroth von Bar (seconda parte) e Paloma Baeza (terza parte) che si sono alternati negli episodi. L’attenzione ai dettagli è davvero eccezionale, merita da sola un’occhiata a tutti gli episodi.

Evidentissimi i rimandi all’opera di Jurij Norsteijn che è stato maestro del cinema d’animazione russo e mondiale con titoli come Il Riccio nella Nebbia e Il Racconto dei Racconti. Si scorgono gli echi di Lynck e Kubrick (la fuga della bambina nella neve nel primo episodio è un chiaro omaggio a Shining). Al contempo poetico e disturbante.

La firma per la donazione della casa

LA TRAMA DI THE HOUSE

La struttura è quella di tre episodi di circa mezz’ora uniti dall’architrave centrale rappresentata dalla casa. Un’opera antologica che sarebbe tanto piaciuta ad Edgar Allan Poe per intenderci. Una casa di stampo coloniale amata e odiata compulsivamente dai vari personaggi (una famiglia del passato, un topo agente immobiliare e una gattina affittacamere affannata). Le linee temporali sono differenti ma non cronologiche: semplicemente scombinate.

Uno dei surreali protagonisti

THE HOUSE E’ L’ANIMA?

La casa è la nostra anima? Beh, sì, la sensazione metaforica è esattamente quella. Attenzione, però, a non sottovalutare la riflessione che arriva dal dopo pandemia. La nostra abitazione è diventato prigione ma anche rifugio. Luogo di salvezza e freno verso una vita normale. Guarda caso gli stessi aloni emotivi che questa pellicola lascia addosso. Con piacevole fastidio.

Alan Conti

Foto Netflix  

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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