Studio dell‘Istituto Spallanzani sui tamponi rapidi: “Sensibilità ai positivi pari al 21,95%”

ROMA. “I tamponi rapidi hanno una sensibilità del 21,95% rispetto a quella superiore al 96% dichiarata dalla Provincia di Bolzano”. Dopo il Laboratorio Microbiologico di Padova e le valutazioni della Provincia di Trento stavolta la valutazione dei test scelti dalla Provincia di Bolzano per lo screening di massa ha firma pesante: Istituto Spallanzani di Roma. Pubblicato, infatti, il rapporto sulla valutazione delle performance analitiche e cliniche di un test rapido per la ricerca di antigene Sars Cov 2. Uno studio che mostra delle discrepanze valutative ma mette anche in guardia sulle possibili differenti risultanze tra valutazioni fatte in laboratorio e test compiuti sul posto.

Lo studio è stato svolto sul tampone Standard Q Covid 19 Sd Biosensor: uno di quelli (assieme all’omologo prodotto da Abbott) utilizzato nello screening altoatesino. Sette i laboratori coinvolti tra Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna.

La sensibilità analitica (cioè la minima quantità di analita che il test è in grado di distinguere dal cosiddetto bianco) è del 100% in soluzioni con preparazione virale oltre i 1000Tcid per 50 millilitri e cala del 50% in quelle con 500Tcid e 25% su quelle 250Tcid. È dello 0% sotto i 125Tcid. Banalmente significa che, al calare della concentrazione del virus, il tampone perde capacità di rilevarlo ma questo è un dato del tutto concordante tra quello rilevato nello studio e quello dichiarato dalla ditta produttrice che ha garantito una sensibilità ai 2000Tcid per 50 mL.

I dati più importanti, però, sono la sensibilità e la specificità clinica. La prima indica la capacità di identificare i soggetti ammalati (quindi i positivi), la seconda quelli non affetti (quindi i negativi). I laboratori sono partiti con un campione di negativi più che doppio rispetto ai positivi conservati a 4 gradi per non più di 24 ore. In tutto 933 campioni di cui 328 positivi al tampone Pcr. Il risultato è stato che solo il 21,95% dei positivi (pari a 72 su 328) è stato correttamente rilevato mentre i negativi sono risultati corretti al 98%. Valori diversi da quelli presentati dalla Provincia di Bolzano che dichiara un indice di sensibilità del 96,52% (per lo Spallanzani è del 21,95) e di specificità del 99,6% (lo studio lo fissa al 98%).

Lo Spallanzani spiega che la discrepanza può essere dovuta a diverse condizioni di carica virale nei campioni utilizzati oppure da differenti condizioni di svolgimento delle valutazioni. È possibile che i risultati dei test in laboratorio siano penalizzati rispetto a quelli effettuati sul posto perché posti in essere dopo conservazione in frigorifero. Quello che corrisponde al previsto, invece, è l’aumento di sensibilità all’aumento di carica virale sul tampone.

Alan Conti

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