Storie di spie: quando l’Austria pensó di attaccare l’Italia approfittando del dramma del sisma

BOLZANO. Esistono documenti declassificati, che grazie all’ open source intelligence ora sono accessibili, che trattano periodi storici complessi, come quello tra 1900 e 1914, si trovavano negli archivi anche della Regia Marina Italiana, che a quel tempo s’occupava di spionaggio.

Specifiche riguardo l’episodio (riportato da terze parti ora decedute, oralmente, senza documentazione d’appoggio)

L’episodio mi fu riportato oralmente, una sorta di “sentito dire” quindi non ha valenza storica ma potrebbe essere la trama di un film che intreccia con fatti storici realmente accaduti : è documentato infatti che l’ Austria pensò (nella persona di qualche generale) d’attaccarci nel 1908 e nel 1912 durante il terremoto. L’ Imperatore d’ Austria (e la Germania) però s’oppose, non perchè di buon cuore ma onde evitare una figuraccia a livello internazionale, visto che l’ Austria era legata all’ Italia dalla Triplice Alleanza. Vi immaginate attaccare inoltre uno Stato colpito da calamità naturale?

La storia d’archivio

Correva l’anno 1908 ed un violentissimo terremoto investì la città siciliana di Messina. La solidarietà internazionale fu notevole, si mossero inglesi, francesi e perfino russi, presenti in zona con due mercantili. Si mosse anche l’Austria in realtà, ma nella direzione opposta. D’altro canto, l’Austria e la Germania, malgrado gli accordi della Triplice, non risparmiavano di manifestare segni di diffidenza nei confronti dell’Italia. Franz Conrad, Capo di Stato Maggiore fino al 1917 dell’esercito austro-ungarico, aveva infatti sempre insistito sulla necessità di attaccare preventivamente la Serbia e anche l’Italia, tanto da spingere l’ Austria a firmare un patto anti- Italia riguardo i Balcani con i russi, osteggiato perfino da Berlino. Conrad avrebbe approfittato volentieri del terremoto di Messina del 1908 per invadere il nostro Paese, nonostante il patto d’alleanza, perché riteneva gli italiani infidi e inaffidabili. Conrad non s’arrese dinanzi alle titubanze dell’ Imperatore e spinse sull’acceleratore, informato della completa mobilitazione del nostro esercito verso la Sicilia, ammassò una notevole mole di uomini (simulando delle manovre d’esercitazioni ai confini con l’ Italia) pronti all’attacco, passando per l’altopiano d’Asiago. Il movimento delle truppe austriache fu nascosto dalle manovre militari in programma e comunicato allo stato maggiore italiano per dovere d’ alleanza, quella Triplice che gli austriaci ci rinfacceranno sempre d’aver stracciato, ma che in realtà piaceva pochissimo anche a loro. A Conrad infatti prudevano le mani da tempo, così come ai piani alti austriaci, pieni nei cassetti di progetti per invaderci fin dal 1890, dimostrazione lapalissiana di come sia complesso interpretare fatti di politica internazionale incorsi nel periodo pre Grande Guerra. L’Austria infatti legò il nostro paese alla Triplice per tenerlo “buono”, in realtà a Vienna non presero mai sul serio il patto che fu violato in parecchie circostanze, ben prima del 1914, legalmente Roma avrebbe potuto liberarsene molto tempo prima, ma varie circostanze e personaggi “pacati” come Giolitti fecero il resto.

Il presunto episodio bolzanino, una donna preoccupata salvò l’ Italia?

Torniamo nel 1908, a Bolzano precisamente. In città erano presenti parecchi agenti italiani, così come in territorio italiano erano parecchie le spie austriache. Sono gli anni di Mata Hari del resto, l’Italia iniziava ad organizzarsi ed infatti fu probabilmente il contatto di Bolzano – forse un impiegato o un risparmiatore della Sparkasse – ad inviare l’informazione a Roma, precisamente allo Stato Maggiore del Regio Esercito. Il contatto bolzanino (o presunto) infatti sembra si trovasse per caso ad ascoltare la moglie d’un alto ufficiale austriaco, preoccupata per l’imminente inizio di una guerra, precisamente sul confine italiano. La povera donna, essendo in dolce attesa, era giustamente preoccupata per le sorti del marito, allarmato dalla possibile chiamata. Cosa ci sia di vero in questo racconto è molto complesso individuarlo, ma sta di fatto che il Regio Esercito Italiano (nonostante la gestione del terribile terremoto siciliano) di lì a pochi giorni fece confluire ben due armate al confine. Del resto l’Italia come membro della Triplice aveva tutto il diritto di partecipare alle manovre organizzate dall’ alleato. La Regia Marina fece uscire dai porti due squadre che stazionarono nell’Adriatico, proprio dinanzi alle acque territoriali austriache. Quest’aspetto fece insospettire Conrad, che decise di lasciar perdere. Ad onor del vero non fu mai del tutto convinto dell’attacco nemmeno l’imperatore, l’Austria infatti avrebbe fatto la figura del corvo e sicuramente il Belpaese avrebbe avuto il favore d’inglesi e francesi.

Marco Pugliese

Cosa è l’ Osint (definizione da indaginionline.com)

L’analisi di fonti aperte – OSINT in inglese – è una metodologia insegnata in ambito intelligence al fine di potenziare gli strumenti e le modalità di ricerca delle informazioni online tramite software dedicati. Da questi dati apparentemente accessibili a tutti è possibile ricavare informazioni di notevole rilievo investigativo. La chiave di questa capacità è nel METODO utilizzato e negli STRUMENTI logici e software usati per trasformare dati accessibili a tutti in dati interpretabili da analisti.

Note storiche

*(https://www.difesa.it/InformazioniDellaDifesa/periodico/periodico_2015/Documents/R2_2015/Italia-AustriaUngheria.pdf )

*Corrado Pasquali; 1914-1918 L’armata silente. Bolzano, Società Storica della Grande Guerra, 2004

*Nino Sales; Il colpo di Zurigo: storia di un bell’episodio di guerra segreta ed altre storie non tutte belle e non tutte segrete. Roma, Eugenio Borsatti Editore, 1951. (Agenti italiani, con l’ausilio di uno scassinatore napoletano scarcerato per l’occasione, forzano la mano a Zurigo e recuperano le liste dei sabotatori austriaci o al soldo presenti sul territorio italiano)

*Il capo di stato maggiore asburgico, Conrad von Hötzendorf, richiese per due volte un attacco a sorpresa ed a tradimento contro l’Italia, paese alleato, precisamente dopo il terremoto di Messina del 1908 (la prima volta) e durante la guerra di Libia nel 1911 (la seconda volta). Il Conrad ammette questi suoi progetti persino nelle sue memorie: Feldmarschall Conrad, “Aus meiner Dienstzeit”, Wien-Berlin, 1921.

* Clamorosa la nota inviata dal von Hötzendorf ad Aehrenthal il 24 settembre 1911, in cui egli proponeva che l’ Austria si lanciasse in una guerra a tradimento contro l’Italia approfittando del conflitto italo-turco (che sapevano essere prossimo: fu proclamato il 29 dello stesse mese).