Stanford è morto: dolore a Sex and The City

Lutto nel mondo del cinema statunitense con la morte dell’attore Willie Garson che interpretava il celebre personaggio di Stanford Blatch nella serie di “Sex and The City”

Stanford è morto. O meglio: è scomparso l’attore Willie Garson che nella famosissima serie televisiva Sex and the City (e nei due film girati per il cinema) era conosciuto come Stanford Blatch. L’amico del cuore, l’insostituibile confidente di Carrie Bradshaw ( Sara Jessica Parker). Aveva 57 anni e non si hanno notizie certe sulla causa del decesso. Si parla di una malattia fulminea (forse un problema al pancreas che pare avesse tenuto sotto controllo salvo poi degenerare). L’attore era impegnato sul set di “And Just like that” sequel dell’appassionante serie con gli stessi protagonisti ormai cinquantenni.

Dissacrante, anticonformista, schietto, diretto, simpaticamente goffo lo abbiamo adorato. La notizia è stata data dal figlio Nathen che l’attore aveva adottato quando aveva otto anni dichiarando pubblicamente che fosse la cosa più bella che gli era capitata nella vita. Qui trovate nel dettaglio tutta la carriera di Garson.

IL DOLORE DEL CAST

Tutto il cast ha speso parole toccanti. Credo che molte di noi, cresciute incantate seguendo la storia di queste meravigliose amiche sbocciate in una strepitosa Manhattan da prendere a morsi, siano rimaste profondamente colpite da questa triste notizia. Ci hanno fatto sognare e appassionare con i loro amori, con le loro carriere, con i loro caratteri così diametralmente opposti da essere però al bisogno necessarie e indispensabili l’una all’altra. Hanno rappresentato anche una sorta di vademecum della moda (di cui parliamo diffusamente anche nel nostro sito). Una storia vincente e stimolante realizzata da un cast eccezionale. E ci sarebbe davvero piaciuto vedere l’evoluzione di questo personaggio mentre dispensava, come sempre, preziosi consigli o quando se ne usciva con quelle sue battute travolgenti, perché come diceva Carrie Bradshaw: “Ogni ragazza ha bisogno nella propria vita di un amico gay come Stanford”.

Manuela Piazza