Tre ore prima del bagno e bandiera rossa: i falsi miti della vita da spiaggia al mare

Le vacanze al mare sono predilette dagli italiani, ma siamo sicuri di conoscere così bene i diritti e i doveri che abbiamo in spiaggia?

Ci troviamo ormai nel pieno dell’estate ed è previsto che quasi 30 milioni di italiani andranno quest’anno in vacanza. Tra le località più gettonate per coloro che resteranno in Italia (9 italiani su 10) troviamo la Puglia, la Toscana, la Calabria e le isole di Sicilia e Sardegna. A prescindere dalle svariate mete, su una cosa si è tutti d’accordo: nel decidere dove trascorrere le vacanze, si preferisce il mare alla montagna (a tal punto da “creare” dal nulla una spiaggia, come abbiamo raccontato qui). Questa tendenza è stata riconfermata anche quest’anno, con una affluenza del 70% nelle località balneari. Nonostante ciò, rimangono numerosi i falsi miti che caratterizzano la vita da spiaggia: dal numero di ore che devono trascorrere prima di poter fare il bagno dopo aver mangiato a quegli impedimenti che i singoli stabilimenti balneari impongono ai bagnanti in contrasto con la legge.

SI PUÒ PORTARE IL CIBO IN SPIAGGIA?

Chi è devoto alla vita da spiaggia, tanto da arrivare al mattino presto per andarsene poi dopo il tramonto, sa che parte integrante della giornata è il pranzo con vista sul mare. Dalla frutta fresca al classico panino, ma c’è anche chi in spiaggia cucina come se fosse a casa propria (soprattutto nel Sud Italia). Se mangiare non sembra essere un problema per le spiagge pubbliche, spesso gli stabilimenti balneari impediscono ai clienti di consumare il proprio cibo. Queste imposizioni non vengono dettate dalla legge, che piuttosto prevede che si rispetti la spiaggia in quanto spazio pubblico, preservandone il decoro. Non è quindi vietato consumare cibo sulla spiaggia: l’importante è che venga mantenuta pulita. Avete mai fatto caso al fatto che gli stessi stabilimenti che impongono questa regola sono quelli che hanno un bar dove invece è possibile consumare?

LA BANDIERA ROSSA

Quella sulla bandiera rossa resta una delle false credenze più difficili da sfatare. Spesso e volentieri, la presenza della bandiera fa pensare ad un divieto di balneazione, quando in realtà si tratta di uno strumento utilizzato per indicare una situazione pericolosa in cui bisogna prestare particolare attenzione a causa di cattive condizioni atmosferiche. Inoltre, viene affissa quando non è presente il servizio di salvataggio: in tal caso, vi è il divieto di affittare pedalò e imbarcazioni simili. Ma la sua presenza non impone ai bagnanti di non fare il bagno. Quando invece vengono esposte due bandiere rosse, la spiaggia è chiusa per una situazione troppo pericolosa e non è consentito fare il bagno.

VACANZE AL MARE CON IL PROPRIO CANE? SI E NO

La questione degli animali domestici in spiaggia non ha una risposta univoca. Non c’è effettivamente una legge che ne vieti l’accesso, infatti certe spiagge libere sono adibite proprio per poter far circolare liberamente i propri amici a quattro zampe ma questo non vale per tutte le località. È importante consultare le normative regionali e comunali, che potrebbero disporre diversamente rispetto ad altri luoghi (queste, ad esempio, sono le disposizioni sul territorio pugliese). Per le zone in cui è concesso, spesso viene richiesto che il cane indossi la museruola e che venga tenuto al guinzaglio.

NIENTE CREMA SOLARE SOTTO L’OMBRELLONE!

All’ora di pranzo, quando l’esposizione al sole diventa insostenibile e pericolosa, ripararsi sotto l’ombrellone sembra essere l’unica soluzione per coloro che vogliono rimanere in spiaggia. Inoltre, il suo utilizzo è un buon pretesto per chi non è fan della crema protettiva. Il tessuto dell’ombrellone però, insieme al riflesso della luce sulla sabbia, non impedisce ai raggi UV di raggiungerci, facendoci comunque abbronzare (e talvolta, anche scottare). Per questo motivo è importante mettersi la crema di una protezione maggiore nelle ore centrali del giorno e, dove possibile, evitare di rimanere in spiaggia. Ricordiamoci che l’esposizione prolungata ai raggi UV aumenta il rischio di tumori.

PER FARE IL BAGNO DOPO PRANZO DEVO ASPETTARE TRE ORE?

A detta di qualsiasi madre, la risposta sarebbe “si”, ma anche in questo caso si tratta di un errato luogo comune. Ogni cibo che viene ingerito ha un tempo di digestione diverso: c’è differenza tra pranzare con un frutto e con un piatto di pasta. Trascorso il tempo necessario per digerire, si può tranquillamente fare il bagno, senza dover aspettare un pomeriggio intero per un tramezzino. Un vero pericolo è invece rappresentato dallo shock termico, ossia l’istantaneo abbassamento della temperatura corporea quando ci si immerge nell’acqua fredda. In pochi secondi, si può perdere i sensi e annegare.

Benedetta Conti

Quando ero piccola non avevo un diario segreto, ma almeno una decina: le storie da raccontare sono da sempre state troppe. A volte basta davvero poco per chi scrive: un minuscolo dettaglio può diventare un racconto incredibile. E io cerco di scovare i dettagli più interessanti. Aspirante giornalista pubblicista. Nel tempo libero, studio legge e scrivo racconti sugli amici di sempre.

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