Sciopero benzinai anche a Bolzano: “La fattura elettronica crea difficoltà”

BOLZANO. La fattura elettronica ha effetti collaterali che rischiano di mettere in ginocchio la categoria dei benzinai. Lo sciopero nazionale del 6 febbraio affonda le sue radici nel nuovo sistema di fatturazione per permettere alle aziende di scaricare i costi della benzina. I distributori sono costretti a rimetterci guadagno oppure tempo. In alcune circostanze entrambi.

 

Il meccanismo. La fattura elettronica impone il pagamento con il bancomat o carta di credito per rendere tracciabile la transazione collegata. Questo, peró, ha un costo per il benzinaio che si concretizza in una commissione che oscilla tra lo 0,4 e 0,8%. Costo che, indirettamente, viene imposto dallo Stato che si era detto pronto a restituirlo come rimborso. Qualche mese fa, però, la marcia indietro: rimborso cancellato. Ai distributori è rimasto il cerino in mano mentre devono fare i conti con un aumento del tempo necessario all’emissione della fattura. Ogni nuovo cliente deve essere abbinato al codice unico con inserimento dei dati anagrafici, fiscali e aziendali in un portale di gestione che costa tra i 200 e i 600 euro annuali. Un’operazione che può durare fino a 15 minuti dilatando in modo sensibile i tempi di lavoro (5 minuti qualora i dati siano già presenti nel singolo software). La fattura elettronica, sostanzialmente, aumenta i costi a carico dei benzinai, riduce il guadagno e costringe ad un surplus di lavoro. “Sta accadendo ciò che avevamo previsto – le parole del presidente di Confesercenti Alto Adige Federico Tibaldo – quando è stata introdotta la fattura elettronica. Una misura che sta mettendo in difficoltà i commercianti sia dal punto di vista economico sia per quanto concerne l’organizzazione del lavoro”.

 

Le carte fedeltà. Per ovviare alla perdita di tempo dell’emissione continua di fatture elettroniche le aziende hanno messo a disposizione delle carte fedeltà che permettono di cumulare più rifornimenti in un’unica fattura. Il servizio, però, ha un costo non indifferente facendo scendere il guadagno dei benzinai da 28 millesimi(nei casi peggiori) a 21 con un costo di servizio di 7 millesimi per litro.

 

I numeri del fenomeno. Il pagamento con il pos determina una commissione, come scritto, tra lo 0,4 e lo 0,8% a transazione sul totale dell’incasso a seconda se si utilizza il bancomat o la carta di credito. Spostare l’operazione sulle tessere aziendali implica un risparmio di tempo ma l’incidenza sul guadagno è del 25% in meno al litro. Su 100 euro incassati, insomma, 63 vanno allo Stato per le accise. Dai restanti 37 euro vengono decurtati i soldi destinati alla compagnia petrolifera e alla distribuzione. Su quel che rimane ecco piombare l’accetta delle commissioni. Il guadagno puro per i benzinai, quindi, è di 1,70 euro lordi per un rifornimento classico, 1,30 se viene utilizzata la carta aziendale e 1,20 quando il pagamento avviene con bancomat o carta di credito.

 

Contatto: Manuela Passerini gestrice e referente di settore Confesercenti 338/2744258

 

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

Alan Conti has 5954 posts and counting. See all posts by Alan Conti

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?