Salta la globalizzazione: gli Usa fuori dall‘Oms?

BOLZANO. Mentre l’ Italia è alle prese con la difficile trattativa con la Ue, nonostante sia il terzo paese finanziatore del Mes e della Ue stessa gli Stati Uniti esercitano il proprio interesse nazionale di fatto mettendo in scacco il sistema globale creato dopo il 1945.
Gli Usa, di fatto, si sono trovati contro un sistema da loro creato, quello delle “ Organizzazioni Internazionali”, già teorizzato dal presidente Wilson dopo la Grande Guerra.
Onu ma non solo. Dopo il taglio di fondi all’Unesco, Trump ha deciso di dare trenta giorni all’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per chiarire la posizione della Cina. Dragone che negli ultimi vent’anni ha agito in perfetto sharp power, di fatto “ha occupato” con propri uomini chiave organizzazioni internazionali, di fatto, agendo come gli Usa. Il motto : plasmo il sistema generale partendo da regole in linea con il mio interesse nazionale, che però danneggiano terzi. Un po’ come la Germania con la Ue. Consorzi ed Organizzazioni “saltano per aria” quando un soggetto tenta d’esercitare egemonia. Gli Usa lo hanno fatto per anni, ma da qualche anno risultano essere messi in scacco dal sistema da loro stessi creato. L’ OMS a trazione cinese ha gestito la pandemia, secondo gli Usa, troppo a favore di Pechino.
Donald Trump infatti ha pubblicato su Twitter una lettera inviata al direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, di fatto accusando l’Organizzazione Mondiale della Sanità di eccessiva vicinanza alla Cina e soprattutto d’ aver “ignorato report credibili sulla diffusione del virus a Wuhan all’inizio di dicembre 2019 o anche prima”.
“Non permetterò che i contribuenti americani continuino a finanziare organizzazioni che non stanno servendo gli interessi dell’America”. Pechino ha risposto duramente: “Inganna l’opinione pubblica e infanga il nostro Paese”
Dopo l’ OMS, Trump ha intenzione di far collassare il WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), secondo gli Usa infatti l’ Organizzazione non garantirebbe una sana concorrenza e favorirebbe la Cina come “produttore unico mondiale”. Trump ha spiegato che in Usa “ i lavoratori li paghiamo, all’estero (riferito alla Cina) non so”, questo dinanzi alla platea degli industriali americani che lamentavano prodotti cinesi a prezzi stracciati immessi nel mercato interno.
Il prossimo scontro, dopo l’OMS, pare investirà il commercio e saranno guai per tutti, gli Usa hanno in mente di coinvolgere gli alleati della Nato, di fatto verrà chiesto d’inserire dazi ad hoc.
In mezzo l’ Italia, che ancora non ha scelto il proprio ruolo in questa nuova guerra ibrida (fredda e calda) tra Usa e Cina, il tempo però stringe e una certezza emerge : la globalizzazione come la conosciamo, è finita.

Marco Pugliese