Recovery Fund, da dove arrivano e come possono essere spesi questi soldi

BOLZANO. Parliamo del vostro futuro, dei vostri sacrifici e di quelli delle vostra famiglie. Questo spunto vuol essere un piccolo aiuto per comprendere a 360 gradi qualcosa di complesso : il meccanismo del Recovery Fund. Serve ragionarci ed evitare “cartelli o schede” di partiti et similia, bisogna stare sul neutro.

Per correttezza di chi legge, interpretazione è scritta da chi è seguace e studioso delle teorie economiche di Keynes (capitalismo progressista, proposte Stato-privato ad impatto sociale, riforme a debito) ed influenzato dalle visioni (e teorie) economiche di Modigliani, Stiglitz e Sapelli. Chi scrive, in sintesi, rigetta il neoliberismo. Una giusta premessa.

Cerchiamo di dare spiegazioni tecniche, agli italiani non tornano molte cose, a differenza del 2011, procediamo con semplici domande e risposte.

Quanti soldi l’ Europa verserà nelle casse italiane?

Zero, la Ue non ha il becco d’ un quattrino.

È vero che la Ue non ha riserve di denaro?

È verissimo, ha esattamente l’ 1% del bilancio Ue per spese “correnti”, il resto arriva dai bilanci di Stato.

I 209 miliardi da erogare (un tetto massimo, non un versato, attenzione) sono suddivisi in due parti, perché?

La parte che erroneamente viene definita “a fondo perduto” è in realtà figlia del normale contributo che l’ Italia versa (come terzo contribuente) alla UE e che quindi le viene restituito (sarebbe stato più semplice sospendere il pagamento, in pratica è una tassa). La seconda parte, ovvero il tetto a 127 miliardi, arriva da prestiti bancari, che generano debito, sia subito chiaro.

Come si possono spendere i soldi a contributo e dalle banche?

Come per il vostro mutuo sono vincolati al vostro progetto… nel caso Italia i denari sono vincolati a riforme che non possono gravare sul debito pubblico, la vera ossessione del Nord Europa. In pratica a settembre vanno presentate riforme in cambio di finanziamenti.

Si potranno utilizzare i soldi per assunzioni?

In linea teorica sì, in pratica le misure non potranno essere troppo espansive a causa del debito (soprattutto la parte legata al tetto dei 127 miliardi)

Il debito creato con i prestiti chi lo paga?

Lo paga l’ Italia come sempre, collocando stock sul mercato azionario tramite titoli di Stato.

I soldi saranno erogati subito?

No, nel 2021.

Le riforme andranno ad abbassare le tasse?

Difficile, si applicano concetti economici ordoliberisti, quindi le tasse si abbassano solo in presenza di calo del debito, il nostro, nonostante le cifre non elevate, aumenterà (successe nel 2012 la stessa cosa con le “riforme strutturali” di Monti)

L’ Europa chiede la riforma delle pensioni?

Vero, difficile riproporre quota 100, si passerà nel 2021 alla “quota 41” forse, cercando di mantenere gli scivoli come opzione donna (che all’ Europa non piace). In cantiere una riforma, anche se, con questo sistema e dati in mano, chi oggi ha 35/40 anni andrà in pensione a 68/70 con assegno scarno che necessita di fondi integrativi (e qui ne parleremo a parte…), soprattutto se il reddito non raggiunge i 40.000 lordi al momento della pensione (sono simulazioni che si possono fare con file excel, che posso condividere)

Paradossale (letteratura economica alla mano) sia il debito privato a generare crisi economiche e non quello pubblico.

Quanto è verificabile e potrà mutare (speriamo in meglio) in corso d’ opera.

Nota importante : si parla d’ evasione alta in Italia come scusa per aumentare le tasse e su statistiche non sempre coerenti, in realtà si dimentica la pressione fiscale al 60%, la più alta in Europa. Sarà complicato le riforme aggiustino questo dramma.

Marco Pugliese

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