Psicoweb. Facebook, come ti cambio le abitudini

Che il blu fosse per la neuroscienza il colore della comunicazione era ormai assodato.

É infatti il colore che più di tutti trasmette sicurezza, tranquillità e fiducia. È utilizzato da molti istituti bancari e assicurativi, da siti istituzionali e dalla pubblica amministrazione; è un colore molto positivo ed è anche il colore maggiormente amato dalle persone. Hanno scelto di utilizzare questo colore anche i più noti social network proprio per il suo trasmettere familiarità e affidabilità sia nelle sue tonalità più scure che più chiare, arrivando fino all’azzurro che conferisce dinamicità.

Facebook partí proprio sulla base di questi concetti per costruire il layout del suo portale e non sbaglió. Seguito poi da altri colossi come LinkedIn.

Capita però, nella vita di un’azienda, che si abbia a che fare sempre con più “cervelloni” al suo interno. Figure preposte allo studio ed il monitoraggio continuo dell’andamento del mercato e del modo di pensare dei propri utenti.

Ecco allora che si arriva anche a stravolgere le tanto care regole del neuro marketing, le colonne portanti sulle quali fondiamo ogni giorno tutta la comunicazione.

Darwin asseriva infatti che a lungo andare sopravviveva solo chi sapeva adattarsi, così ovviamente anche nel business.

E il buon Mark, come sempre lo sapeva.

Il colosso social di Zuckerberg metterà in atto importanti modifiche per allinearsi con quello che sono le preferenze e i modi di interagire dei suoi utenti.

Ad esempio uniformerà il colore dei layout di Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp conferendo loro il colore bianco che andrà a sostituire i colori caratteristici ai quali siamo abituati. Forse anche per “etichettare “tutti i prodotti di sua proprietà.

Non è sicuramente facile gestire un prodotto che deve per forza assumere varie sfumature in relazione alla parte del mondo nel quale viene utilizzato.

Se pensiamo che negli stati uniti fino all’anno scorso il 32% degli utenti aggiornava frequentemente il proprio status, mentre quest’anno la percentuale è scesa al 23%, arriviamo presto a capire quanto sia necessario coinvolgere maggiormente gli utenti e stimolarli diversamente.

In Italia abbiamo da qualche mese la sezione del marketplace, nel quale possiamo trovare una sorta di mercatino virtuale con prodotti offerti dagli utenti intorno a noi.

In altre parti del mondo (ben 19 paesi), Facebook ha creato invece sezioni nelle quali puoi dichiarare in segreto i tuoi sentimenti verso un utente all’interno delle tue amicizie.

O ancora in India, una sezione di WhatsApp è strutturata apposta per lo scambio di denaro.

Nel breve, Facebook lavorerà sempre di più sull’utilizzo dei gruppi. L’importanza di trovare interessi simili con altri utenti e di condividere esperienze all’interno di queste “bolle“ dove si parla della stessa cosa è essenziale per l’aggregazione. Parimenti lavorerà moltissimo sulla tutela della privacy, visto anche le accuse ricevute, e su una cosa che anche in Italia necessita di maggiore attenzione: le fake news.

Nel frattempo noi accontentiamoci di vederlo presto tinto di bianco. Ah, oggi avete già aggiornato il vostro status?

Luca Vaccarino

Web Consultant Italia Online


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