“Nella paura più oscura del Covid ho trovato la luce dei nostri sanitari”

BOLZANO. Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera di Roberto Fratucello che dovuto affrontare un’infezione da Covid 19 particolarmente aggressiva. Il suo ringraziamento ai sanitari.

Quando il Covid avanza si arriva ben presto allo stremo fino a pregare per un ricovero immediato.Il saturimetro, i farmaci, il via vai di medici e le ambulanze diventano ingestibili e in quelle case, già di per sé difficili da vivere con un figlio con disabilità, vivere in quel modo diviene insopportabile. I chili ti abbandonano di ora in ora insieme alle forze che vanno esaurendosi. Anche solo fare qualche passo attorno al letto diventa un’impresa, tra un mancamento e l’altro. Sei consapevole di tuo figlio, che non comprende la presenza-assenza del suo papà, e di tua moglie che è nell’altra stanza a dedicarsi notte e giorno a lui che invece è nel pieno delle sue energie e della sua disabilità. Te ne stai sdraiato in quel letto a elaborare pensieri oscuri che affiancano la polmonite. Un’apnea interminabile.Infine il ricovero urgente e il giorno in cui oltrepassi la porta del reparto Covid ti puoi finalmente lasciar andare mettendoti nelle mani di medici e infermieri che, irriconoscibili dalle protezioni, ti trasmettono tutto il loro calore umano.L’ossigeno viene alzato per permetterti di respirare meglio, mentre la polmonite avanza tra la paura più oscura. Non hai nemmeno la forza di telefonare alla tua famiglia, ogni energia serve per sopravvivere. Bombardato di cortisone il Covid finalmente si arresta dopo averti danneggiato i polmoni, a te, che sportivo da una vita, li avevi così perfetti e invidiabili.Finalmente si intravede quella luce che piano piano permette la diminuzione dell’ossigeno e la ripresa delle forze per poter chiamare la tua famiglia. Il respiro ti permette ora di conversare anche con l’infermiere Marco che, come un fratello, ti sostiene moralmente nel cuore della notte, laddove i pensieri si fanno più pesanti. La dottoressa Telser continua a rassicurarti tra un turno e l’altro. Le attenzioni di tutti i loro colleghi che, giorno dopo giorno, tentano di rimettere in sesto quei polmoni malandati e di farti recuperare le forze. Un po’ alla volta torna la voglia di tornare a casa e riprendere in mano la tua vita con un forte senso di riconoscimento verso tutto il personale dell’Azienda Sanitaria di Bolzano.<Non mi avete “semplicemente” curato dal Covid, mi avete accolto, protetto e trasmesso tutto il vostro affetto. Grazie per ciò che fate e per l’amore che ci mettete nel farlo. Siete Meravigliosi”.


Roberto Fratucello