Needius, la start up che migliora la vita delle persone con disabilità

BOLZANO. Needius è più d’una startup, è una speranza. L’azienda nasce come “facilitatore tecnologico” unendo i bisogni speciali alla tecnologia.

Parlando con il presidente della società, Nicola Filippi, co-fondata con il neuroscienziato Jacopo Romani e lo psicoterapeuta Raffaele Ettrapini, la mission è chiara fin da subito: “trovare soluzioni per migliorare la qualità della vita delle persone”.

In Italia, soprattutto a scuola, la norma che regola l’inclusione dei bimbi con bisogni educativi speciali è la più avanzata del mondo, la nostra scuola fin dal 1977 cerca di portare al massimo l’esperienza educativa legata ai bisogni speciali.

Anche solo in Europa tale approccio non è cosi scontato, anzi spesso sottovalutato. Con l’avvento però d’una diffusa tecnologia, tuttavia, realtà come Needius https://www.needius.it/ riescono a facilitare la vita scolastica e non dei bimbi.

Nicola ci dice essere partiti con un primo prodotto, che si chiama Blu(e), sostanzialmente un comunicatore basato sulla comunicazione aumentativa alternativa. Questo strumento aiuta le persone con difficoltà di linguaggio a comunicare. Un progetto diventato azienda come ci spiega Nicola Filippi https://www.linkedin.com/in/nicolafilippi/ originario di Merano ma operante con l’azienda nel Trentino, a Rovereto precisamente.

La tecnologia di Blu(e) è sviluppata su tablet ed è progettata proprio per avere un ruolo dinamico e facilitatore. Può essere utilizzata in classe o nelle normali attività.

Nicola Filippi ed il suo team https://www.needius.it/team/ sono quindi partiti da bisogni riscontrati in ambito terapeutico, per poi arrivare alla strutturazione di materiale tecnologico “facilitatore”, di fatto incarnando perfettamente l’obiettivo primario del sistema d’inclusione: fornire autonomia.

Le potenzialità di Blu(e)

Nicola ci descrive Blu(e), spiegandoci cosa significhi “comunicatore dinamico”. Blu(e) è anche dispositivo medico (acquistabile tramite asl)  ed un innovativo strumento di comunicazione (basato sulla comunicazione aumentativa alternativa CAA) che utilizza un tablet touchscreen

Diventa utilissimo per autismo e per persone con deficit nel linguaggio e nella comunicazione interpersonale, dovuti a patologie congenite e neurologiche, con tante funzionalità, completamente personalizzabile e soprattutto gestibile e monitorabile a distanza, un vero compagno di viaggio.

Crea quindi una comunicazione e l’emissione di atti comunicativi tramite la selezione di caselle di immagini con uscita audio (non sintesi vocale, ma audio con voci reali)  in qualsiasi lingua, il tutto gestibile da remoto tramite un semplice computer connesso ad internet: si creano tabelle per la comunicazione a distanza utilizzando i simboli pecs o immagini e foto personali, poi le si invia al comunicatore. Il fine ultimo? Nicola ci spiega che Blu(e) agisce da “collante”, o hub, dei diversi supporti indirizzati alla divulgazione, allo sviluppo della conoscenza ed allo scambio di competenze in un’ottica di sinergia fra lo strumento comunicatore, il bambino, la famiglia e la rete terapeutica e scientifica. In pratica uno strumento a 360 gradi.

A breve quest’approccio tecnologico dovrebbe essere disponibile nella Provincia di Bolzano, anche in tedesco. Un ritorno a casa per Nicola, originario di Merano.

“Le potenzialità di Needius sono esponenziali in un settore come quello scolastico” lo ricorda Nicola. In effetti il settore scolastico altoatesino riferito ai bisogni speciali avrebbe bisogno di strumenti questo tipo, altamente tecnologici e soprattutto fruibili.

Il tutto si adatta alla rete delle associazioni (sviluppata a Bolzano) fino appunto alle scuole vere e proprie. Con quest’ approccio molti sarebbero i vantaggi, in primis una potenziata inclusione scolastica che si traduce in più ore passate in classe.

Interessante anche l’altra tematica toccata da Nicola Filippi: la creazione di percorsi “facilitati”, ad esempio al supermercato. Può sembrare una banalità, ma la creazione di tali percorsi renderebbe autonome persone con disabilità, sia essa visiva, di deambulazione o comunicazione.

Una tecnologia che potrebbe tornare utile in più ambiti, sintetizzata in quello che Nicola ed i suoi colleghi hanno sintetizzato in Needius: facilitare la vita delle persone.

Marco Pugliese