Nations League, ma che senso ha? I 200 milioni di motivi della Uefa

Abbiamo fatto la radiografia della Nations League che si conclude oggi con le due finali. Una competizione che ha, ovviamente, una ragione economica molto più evidente rispetto allo (scarso) fascino

La Nations League che senso ha? Inutile girarci intorno perché è la domanda che tanti appassionati di calcio si sono posti durante la forzata pausa dei campionati per fare spazio alle Nazionali durante le finali di questa neonata kermesse ideata dall’Uefa di Aleksander Ceferin (ma ci sono anche le qualificazioni a Qatar 2022).

UNA FORMULA CHE SCIMMIOTTA ALTRO

Come spesso accade con la Uefa di questi anni è bene separare il discorso tecnico da quello economico. Dal primo punto di vista, infatti, la Nations League non può nemmeno attendere sullo zerbino della casa di Europei e Mondiali. Non ha storia, non ha tradizione e non è percepita come affascinante da pubblico e giocatori. La formula, poi, è sostanzialmente un surrogato del banale schema girone+semifinali utile più che altro tesa ad evitare amichevoli prive di grinta. Le retrocessioni e le promozioni tra League A-B-C-D richiamano, un po’ scimmiottando, la struttura dei campionati nazionali. Tirando onestamente le somme le uniche partite che contengono un po’ di pathos sono le due semifinali e la finale. Stop.

L’intro realizzato dalla Uefa per la Nations League

Persino il portiere del Belgio Courtois ha ammesso fuori dai denti lo scarso appeal del contesto guardando alla finale per il terzo posto come un distinto fastidio. “Non capisco che senso abbia giocare questa partita. A nessuno interessa arrivare terzo alla Nations League. Per noi sarà come un’amichevole”. Qui trovate anche le sue dichiarazioni all’Ansa. Che per una manifestazione che aveva come obiettivo proprio l’elevare le amichevoli non è proprio un complimento.

IL MOLTIPLICATORE DELLE COMPETIZIONI

Necessario, quindi, passare alla più complessa valutazione economica di questa nuova manifestazione. Al di là che piacesse o meno la Superlega quel dibattito ha messo in luce una verità piuttosto incontrovertibile: il primo interesse dell’Uefa è far sì che i tornei portino soldi prima di tutto all’organizzatore e poi a chi le gioca. Ceferin, così, si sta inventando da qualche anno come demiurgo di novità affiancando alla Nations League anche la Conference League per i club (ricalcando una strada gradita anche a Platini suo predecessore). Il problema è che l’unica cosa non pianificabile a tavolino è il fascino.

L’intro emozionale della nuova edizione di Nations League che si chiude oggi

Iniziamo, però, a contare le monete guardando quanto guadagnano le Nazionali da questa competizione. Il montepremi si compone di diverse voci. Prima di tutto la Uefa prevede 2,25 milioni per tutte le squadre che partecipano alla Lega A (per un totale di 27 milioni viste le 12 squadre), 1,5 milioni per quelle della Lega B (18 milioni per 12 squadre), 1,125 milioni per quelle della Lega C (13,5 milioni per 12 squadre) e 750.000 euro per quelle della Lega D (6 milioni). Ogni vincitore di girone, inoltre, raddoppia la base fissa (aggiungendo, nel complesso, altri 21 milioni di euro). La prima fase, dunque, prevede un esborso di 85,5 milioni di euro.

NATIONS LEAGUE, I SOLDI DELLA FASE FINALE

Passiamo ora ai calcoli dei premi per la fase finale. La vincitrice porta a casa 6 milioni di euro, la seconda 4,5 milioni di euro, la terza 3,5 milioni di euro e la quarta 2,5 milioni di euro (e qui abbiamo una prima risposta per Courtois che gioca per un milione di euro alla sua federazione). Aggiungendo queste cifre ai riconoscimenti del primo girone si contano 10,5 milioni di euro per la nazionale vincitrice, 9 milioni di euro per la seconda classificata, 8 milioni per la terza classificata e 7 milioni di euro per la quarta classificata.

A tutto questo si possono aggiungere riconoscimenti attorno all’80% dei ricavi da stadio. Per la Uefa l’esborso totale per il montepremi si fissa a 102 milioni di euro (era di 76 milioni nella prima edizione). Siamo lontanissimi dal miliardo e mezzo della Champions League ma anche dai 560 milioni dell’Europa League o dai 235 milioni della Conference League.

Il percorso del Portogallo che ha vinto la prima edizione

QUANTO CI GUADAGNA LA UEFA DALLA NATIONS LEAGUE?

Purtroppo è difficile capire con esattezza quanto la Uefa incassi dalla Nations League e ci si può arrivare solamente per approssimazione. Il motivo è semplice: l’organismo europeo ha inserito le qualificazioni a Euro 2020, Qatar 2022 e la Nations League in un unico pacchetto. Ergo la vendita per sponsor e televisioni avviene in blocco per il ciclo 2018-2022 (ma senza la novità Amazon come in Champions). Per queste competizioni la Uefa ha rastrellato 1.990 milioni di euro.

La redistribuzione alle nazionali ha riguardato 551,6 milioni di euro per quanto riguarda la parte fissa e 116 milioni di euro per quella collegata alle prestazioni (e qui troviamo la Nations League). Il rapporto globale tra redistribuzione ed incassi per l’organizzatore è di circa il 33%. Applicando la stessa proporzione alla sola Nations League possiamo ipotizzare che i 102 milioni di euro girati alle federazioni siano il 33% di un incasso totale di 306 milioni di euro con un guadagno di circa 200 milioni di euro.

Alan Conti