Medical Center, disturbo dell’apprendimento e studio in quarantena

MERANO. In questo periodo straordinario, è necessario pensare anche a quei genitori e quei figli che si ritrovano chiusi in casa, con una socialità alterata e con l’esigenza di proseguire la loro vita da studenti. Lo studio a casa, in solitaria, ha i suoi limiti. Così come l’aiuto dei genitori. Questo è vero per i bambini e ragazzi senza particolari difficoltà, ma lo è ancora di più per quelli che hanno una certificazione per un Disturbo specifico dell’Apprendimento (DSA).

La dottoressa Erika Caser, insegnante, psicologa e grafoterapista, ci dà alcuni consigli utili per affrontare queste settimane in cui i genitori diventano anche un po’insegnanti, con particolare riferimento ai bambini/ragazzi con DSA: “Cercare di mantenere la calma e la serenità, innanzitutto. Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di riuscire a stabilire e rispettare orari ben precisi dedicati allo studio, ad esempio dalle 9 alle 10.30 e dalle 11.00 alle 12.30, tutti i giorni. Attraverso il gioco, per i più piccoli, o con l’ausilio delle soluzioni digitali a supporto dei processi di inclusione didattica, il genitore può aiutare il proprio figlio con DSA a mantenere i risultati raggiunti nel periodo precedente la chiusura delle scuole.

 


La necessità è quella di mantenere attiva la mente e imparare a gestire il tempo attraverso giochi, letture brevi, organizzazione della giornata in famiglia, coinvolgimento nello svolgimento dei compiti e magari riuscire a creare online anche piccoli gruppi al fine di scambiare opinioni e sentirsi più vicini. È consigliabile leggere con i bambini, magari farli poi disegnare ciò che hanno letto (tipo 4 disegni che raccontino la storia o il testo letto). Importante è continuare a stimolare i bambini nell’approccio alla scuola: ascoltando una lettura, guardando un video inerente la lezione trattata dagli insegnanti. Potrebbe essere utile dopo una breve lettura fare una mappa concettuale (usare parole chiave e disegni). Molto importante, infine, è anche mantenere i contatti con i compagni affinché i bambini possano sentirsi più integrati alla classe”.