L’influenza spagnola si prese anche Sherlock Holmes

BOLZANO. L’influenza spagnola fece anche una vittima…letteraria. Come è noto l’epidemia, per riprendere il Times del 18 novembre 1918, fu la “più terribile pestilenza” (secondo stime ancora incerte, si calcolarono morti da 25 a 100 milioni su 500 milioni/1miliardo di contagiati ) e si portò via vari personaggi illustri tra cui Guillaume Apollinaire ed il filosofo Max Weber. Guarirono invece il Re di Spagna ed il presidente Wilson (anche se pare la malattia lo avesse minato mentalmente dato si calcolarono nel post infezione molti ricoveri per disturbi mentali ed ictus tra i guariti, soprattutto nei Paesi scandinavi).

Tra le vittime particolari anche il noto investigatore (di fantasia) Sherlock Holmes. Arthur Conan Doyle, il creatore del più famoso detective della letteratura terminò di scriverne le avventure, a causa del dolore provocato dalla perdita del figlio Kingsley, che aveva solo 25 anni. Holmes fu quindi una vittima indiretta dell’ allora pandemia.

Marco Pugliese

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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