La storia che non ti aspetti: chi ha vinto tra Roma e Sparta?

BOLZANO. Capitava di chiacchierare con i miei alunni a pausa, spesso mi fu posta tale domanda: chi avrebbe vinto tra Sparta e Roma?

Per antonomasia i due più forti e temibili eserciti del tempo antico. Scipione l’Africano, il tattico, il freddo, il geniale generale che piegò Cartagine o Leonida, impavido guerriero, alla testa dei propri fratelli di lotta spartani?
In mente abbiamo le scene del film”300″: scudi scintillanti, guerrieri leggendari e tanta adrenalina. Dall’ altra la bella ricostruzione de”Il Gladiatore”, la battaglia in Germania, un capolavoro tattico: l’ ordine, la forza, la compattezza della Legione. Quasi composta sfida la furia dei Germani, ammassati nei boschi ed ululanti gridi di guerra.

Sguainiamo la storia, Roma l’eterna sfida Sparta la coraggiosa.

La realtà storica può a volte deludere…

Nel 195 a.C. tale scontro vi fu. Nabide, re degli spartani fu sconfitto da Flaminino, un console molto colto, trentenne, mandato a farsi le ossa in Grecia. Lo scontro non fu così appassionante, i Romani ebbero la meglio senza particolari perdite ed il console ebbe pure l’eleganza di non infierire, lui amante dei miti greci e delle gesta degli eroi. Una vittoria comoda, utile al curriculum del giovanotto e nulla più. Pare ci fosse un sole caldo a riscaldare le corazze degli schieramenti, l’urlo spartano s’infranse contro la coesione delle legioni, corazzate ed ordinate. La cavalleria romana fece il resto. Fu una disfatta per la gloriosa Sparta. Flaminio non scese da cavallo se non per gli omaggi al comandante sconfitto, sotto una fitta pioggia. Anche il cielo pianse la gloria di Sparta.

Flaminino dopo la guerra si recò ad Argo, dove assistette ai giochi di Nemea e dichiarò le città greche libere dal dominio spartano. Una cortesia dell’elegante console, figlia d’un rispetto culturale che però non impedì a Roma, da quel momento, d’influenzare la Grecia. La vittoria militare ebbe effetto simbolico, Roma superò Sparta con i rincalzi.

I nostri antenati ebbero in realta più difficoltà con i Sanniti, i Cartaginesi, i temibili Cimbri e perfino i Galli, non per nulla un certo Brenno mise in scacco le legioni.

Per sgominare Sparta a Roma bastò un console trentenne ed una battaglia campale. La legione con ordine trionfò e sbaragliò la città che, per antonomasia, viveva e cresceva nel culto del combattimento.

Roma fu troppo per quella Sparta, il Senato evitò a Flaminino perfino il trionfo, la modestia della vittoria non lo permise. Niente Urbe in festa e forse qualche delusione per chi s’aspettava una battaglia più coinvolgente.

Marco Pugliese


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