“La musica è chi ho incontrato”: ecco l’album di una vita di Diego Baruffaldi

BOLZANO. In questo 2020 decisamente povero di buone sorprese vede invece finalmente la luce l’attesissimo primo album di Diego Baruffaldi, personaggio molto conosciuto a Bolzano sia come musicista sia come educatore ed animatore del centro giovani Bluspace.

Diego io ti seguo da molto sui social, come tantissimi altri e la prima cosa che che mi viene da dirti pensando a questo album è “finalmente”!

“Si, in realtà va detto che fino a pochi anni fa io nemmeno ci pensavo a fare un album. Scrivo canzoni da quando ho 15 anni ma sono estremamente disordinato per cui sicuramente sono più quelle che ho perso di quelle che ho salvato. Di molte ho magari la musica ma il testo non lo ricordo più. Da tanto tempo mi spronavano a salvarne almeno un po’ e finalmente nel 2017 ho seguito il consiglio”

Inizialmente però non avevi intenzione di cantarle tu. In una prima fase ti consideravi solo l’autore.

“Si la mia idea era di trovare la persona giusta alla quale affidare ogni brano in base alla sensazione che questo mi trasmetteva. Dato che ogni canzone aveva un sapore diverso (vicino a quello di un’orchestra o all’idea del Brasile ad esempio) ciascuna mi ricordava un musicista tra quelli che avevo incontrato sulla mia strada. Questo era, appunto, il mio progetto iniziale e aveva ispirato tra l’altro anche il titolo del’album “La musica che ho incontrato”. Avevo già chiesto a diversi musicisti che avrebbero collaborato volentieri e gratuitamente con me ma cercando di accordarci tutti il tempo passava e così, ad un certo punto, ho deciso di collaborare solo con Davide Dal Piaz e Marco Gardini con i quali già avevo una grande affinità musicale, conoscendoli io da bambino ai tempi della Spritz Band”

Come si è svolto il lavoro, come hai scelto i brani alla fine?

“La mia idea era di proporre ai miei collaboratori 10 brani, poi invece me ne hanno chiesti di più per poter scegliere insieme i migliori. Un giorno parlando al bar abbiamo deciso che alla fine questa cosa se andava fatta andava fatta bene e cosi ne è uscito un lavoro professionale in ogni aspetto. Abbiamo registrato a Verona con musicisti trentini, Francesco Dall’Ago e Matteo Dallapè e si è deciso di dare al disco un’idea un po’ live, registrando in presa diretta anche per mantenere la caratteristica un po’ istintiva che mi contraddistingue”

Un musicista bolzanino che decide di incidere un album come lo finanzia?

“Il momento in cui abbiamo deciso di fermare questo album e questi 10 pezzi risale al 2017 e nel 2018 ho lanciato una campagna crowdfunding. So che esistono piattaforme on-line che fanno questo ma volendo finanziare un album che già dal titolo parlava di incontro mi sembrava importante mantenere un contatto con le persone che eventualmente avrebbero finanziato il mio disco: volevo vederle in faccia. E poi on-line devi dichiarare l’incasso che vorresti raggiungere e se non lo avessi raggiunto sarebbe stato imbarazzante”

Quindi come hai raccolto questi soldi, sulla fiducia o hai dato qualcosa in cambio a chi accettava di finanziare il tuo progetto?

“Ci sono state diverse attività: ho dato lezioni di chitarra ai bambini, ho costruito strumenti e soprattutto ho ideato dei concerti a domicilio, nelle case della gente. Questa è stata un’idea nuova e ne ho fatti parecchi di concertini così. Ora a chi mi ha aiutato regalerò l’album come promesso, 112 album”

Raccontami di questo disco, cosa ci si deve aspettare?

“Marco e Davide mi hanno proposto un arrangiamento che mi rispecchia sicuramente. Un po’ ricorda Nicoló Fabi, gli Stadio ma anche Finardi. In pratica i miei vissuti musicali anni ’90, chi ascolta l’album trova quei suoni là”

Hai impiegato più tempo del previsto anche per completare il lavoro una volta iniziato?

“Si, sono successe diverse cose, addirittura ho anche avuto un problema vocale che mi ha tenuto fermo diversi mesi. Ma questo ha creato modificazioni nell’album che evidentemente era giusto che avvenissero per arrivare a renderlo quello che è. Addirittura abbiamo sostituito completamente dei brani”

Hai detto che i brani li hai scritti veramente in tanti anni: qual è quello più vecchio e quale il più recente?

“Il brano più vecchio è -Per fare una canzone-e quello più recente -Ciao-“

Il primo singolo -Non cambiare mai- devo dire che mi ha colpito, rimane in testa fisso e oltretutto ha un testo decisamente coinvolgente. Raccontamelo un po’.

“Non cambiare mai l’ho scritta al Lago di Garda durante la pre-produzione dell’album. È stata un’idea improvvisa e l’ho finito così come l’ho cominciato. Ha rischiato di essere diverso da come lo ascoltate ora perché la versione iniziale era più country. Ma Marco, che ha una visione della musica piu ampia della mia, lo considerava non in armonia con gli altri nove brani. Così lo abbiamo rallentato e ne è uscita una ballata. A me dà comunque sempre l’idea di un cavallo che arriva, ma ora è un cavallo che arriva più lentamente possiamo dire”

E concordo perfettamente, perché l’idea che ho avuto la prima volta che l’ho ascoltata è proprio quella della colonna sonora di una passeggiata persi nei propri pensieri. Ed è così che consiglio anche a voi di ascoltarla.

Qui di seguito trovate il link

https://open.spotify.com/track/56wvIKfTpB3xpiNUBRHkry

Linda Baldessarini

Foto Baruffaldi

Are you sure want to unlock this post?
Unlock left : 0
Are you sure want to cancel subscription?