In Congo per portare la pace hanno trovato la morte

BOLZANO. L’attentato di oggi in Congo ha scosso l’Italia. Ecco tutti i dettagli in collaborazione con la testata “Report Difesa”

Il tentato rapimento

Il convoglio Onu su cui viaggiava l’ambasciatore Luca Attanasio è stato attaccato e il diplomatico rapito. Durante questa fase l’ambasciatore è stato letteralmente strappato dalla propria auto e rapito, in questa fase appunto sarebbe avvenuto il decesso del nostro ambasciatore. Perito l’autista ed il carabiniere Vittorio Cannovacci.

Fonti locali e d’intelligence

Report Difesa ha raggiunto una fonte locale, che vuol rimanere anonima, è ha illustrato una turbolenza in corso nel paese africano, attraversato ultimamente da correnti di stampo estremistico. Fonti d’intelligence indicano la presenza di più gruppi terroristici in loco che nell’ultimo periodo hanno agito similmente ad altre formazioni operanti in Kenya (rapimenti d’alte personalità, anche straniere e richiesta di riscatto). Il Congo rappresenta una hub d’interessi economici soprattutto a causa delle proprie miniere di cobalto, fonte primaria dell’industria 3.0.

Secondo gli 007 italiani sono operativi oltre 100 gruppi armati e cresce jihadismo

La Repubblica democratica del Congo ha in corso una vera e propria guerra riguardante le proprie risorse, sono 100 i gruppi armati che controllano più zone del paese e gestiscono il traffico di risorse minerarie e non.

Italia, un ruolo di pace (ma pericoloso)

Il nostro paese non ha in loco militari o basi ed opera in progetti di sviluppo e crescita insieme all’Onu, proprio per garantire emancipazione ad una popolazione provata, costretta a mandare i propri bimbi a lavorare in miniera e non a scuola, il tutto sotto la supervisione di gruppi territoriali legati al terrorismo internazionale. Forse sarà il caso di rimodulare l’intervento italiano, anche se umanitario.

La biografia di Luca Attanasio

L’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio era nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977. Dopo la laurea alla Bocconi di Milano in economia aziendale, nel 2001, aveva vinto il concorso in diplomazia e nel 2003 era stato nominato Segretario di legazione in prova nella carriera diplomatica. Confermato in ruolo dal 29 settembre 2004, era entrato nella segretaria particolare del Sottosegretario di Stato e poi nel 2006 nominato segretario commerciale a Berna, 20 marzo 2006. Diverse esperienze nelle ambasciate in Svizzera, Marocco, e Nigeria. Nel 2010 il trasferimento a Casablanca con funzioni di console. Dopo il rientro alla Farnesina come capo Segreteria della Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali nel 2013, nel 2014 di nuovo in Africa come Primo segretario ad Abuja per un’assegnazione breve. Ad Abuja era tornato come consigliere nel 2015. A Kinshasa era stato nominato Incaricato d’Affari il 5 settembre 2017, e poi confermato quale incaricato d’Affari con Lettere, nel gennaio 2019.

Vittorio Cannovacci, il carabiniere deceduto

30 gli anni di Vittorio Iacovacci, il carabiniere in servizio presso l’ambasciata italiana in Repubblica democratica del Congo ucciso questa mattina nell’attacco armato. Il militare era di Sonnino (Latina), dove la sua famiglia d’origine vive. Non era sposato né aveva figli. Era in servizio dallo scorso settembre presso l’ambasciata italiana ed era in forza al 13^ reggimento Friuli Venezia Giulia, a Gorizia, che fa parte della seconda Brigata mobile dell’Arma dei carabinieri, un nucleo di elite con proiezione operativa all’estero che in passato ha pagato un alto prezzo in vite umane, visto che tra le vittime nell’attentato di Nassiriya e negli agguati in Afghanistan ad opera dei talebani ci sono stati carabinieri di quella Brigata. Iacovacci aveva fatto un corso di addetto ai servizi di protezione e si occupava della tutela dell’ambasciatore.

Marco Pugliese