Famiglia e dintorni. Assegno di mantenimento e quella differenza tra spese ordinarie e straordinarie

Come noto, l’art. 337 ter c.c. prevede che, a seguito della separazione o del divorzio, l’ex coniuge sia obbligato a contribuire al mantenimento dei propri figli in misura proporzionale al proprio reddito; tale contributo si concretizza in quello che viene comunemente definito  “assegno di mantenimento”.

Ma quali spese ricomprende tale assegno?

Il nostro codice civile, limitandosi a stabilire la misura e il modo con cui ciascuno dei genitori debba contribuire al mantenimento, non contiene un’espressa disciplina in materia di spese straordinarie né si preoccupa di definire esattamente il concetto di spesa ordinaria o di mantenimento.

Facciamo quindi un po’ di chiarezza.

LE SPESE ORDINARIE

Conforme giurisprudenza è ormai chiara nell’affermare che “ le spese riguardanti il sostentamento e le cure ordinarie sono ricomprese nell’assegno corrisposto mensilmente a titolo di mantenimento in quanto aventi carattere ordinario (vedi, fra le tante, Cass. n. 925/2005).

Tali spese possono così individuarsi:

 vitto, alloggio, abbigliamento e cura/igiene personale del figlio;
 mensa scolastica;
 medicinali da banco;
 spese per trasporti urbani;
 ricarica cellulare;
 spese per uscite didattiche organizzate dalla scuola in ambito giornaliero

LE SPESE STRAORDINARIE

L’individuazione del carattere straordinario delle spese discende dal concetto che esse non attengono alla sfera del mantenimento quotidiano ordinario bensì riguardano eventi e circostanze particolari, imprevedibili o eccezionali, ovverosia spese rilevanti ed esorbitanti dalla ordinaria sfera quotidiana.

Pertanto, le stesse, non possono MAI ritenersi ricomprese nell’assegno periodico di mantenimento ordinario e vengono solitamente spartite nella misura del 50% fra i genitori.

Interessante a questo punto riportare le c.d. “macroaeree di spese straordinarie” individuate nel protocollo d’intesa tra il Tribunale di Bolzano e l’Osservatorio Nazionale sul diritto di famiglia – sezione di Bolzano –  in materia di provvedimenti riguardanti il mantenimento dei figli.

Nel menzionato protocollo, senza alcuna pretesa esaustiva delle voci di spesa, le spese straordinarie vengono così individuate:

 spese mediche: nella misura non coperta dal Servizio Sanitario Pubblico e richeste dal pediatra/medico di base, ivi comprese le spese farmaceutiche, dentistiche e ortodontiche, ticket per prestazioni sanitarie e spese per acquisto di occhiali da vista;

 

 spese scolastiche: rette, imposte e costi di iscrizioni all’asilo (o Tagesmutter) nonché alle scuole di ogni grado, rette e tasse universitarie, corsi di specializzazione e master, libri di testo; alloggio e relative utenze nelle sedi universitarie frequentate dai figli; spese per gite scolastiche, corsi di recupero, lezioni private; attrezzature scolastiche particolarmente onerose (es. computer), spese di trasporto per la sede universitaria;

 

 spese extrascolatische: spese per attività sportive, artistiche, ricreative e di svago e relativa attrezzatura; centri ricreativi estivi; soggiorni estivi, di studio, sportivi; spese per il conseguimento della patente, bollo e assicurazione e, infine, viaggi e vacanze trascorse autonomamente dal figlio.

 

Si specifica infine che, per conforme giurisprudenza, l’obbligo dei genitori di concorrere al mantenimento dei figli non cessa automaticamente con il raggiungimento della maggiore età da parte di questi ultimi, bensì perdura finché i figli non abbiano raggiunto la completa indipendenza economica, ovverosia siano stati posti nelle concrete condizioni per poter essere economicamente autosufficienti, senza però averne tratto profitto per loro colpa o per loro scelta.

Avvocato Serena Ghizzi

 


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