Covid, un medico lavora su una cura: “Forse la polmonite è un abbaglio in senso scientifico”

*articolo d’informazione medica e scientifica che NON SI SOSTITUISCE A CURE O PEGGGIO “FAI DA TE”, CONSULTATE SEMPRE IL MEDICO CURANTE 

Chi scrive questo pezzo, si confronta con questo medico dall’inizio dell’epidemia, riguardo i modelli matematici d’espansione dell’epidemia, una sinergia tra matematica e medicina utile alla causa : scienza e tecnologia posso sconfiggere  l’infezione. 

Quante ne leggiamo? Dagli studi di mezzo mondo alle cure sperimentali. Un filo che che lega tutte queste notizie : la speranza d’uscirne 

Abbiamo contattato un medico, Carlo D’Amico, che ci ha spiegato con semplici parole una delle cure (tutta italiana) che pare stia dando ottimi risultati. 

“In pratica – spiega – accade questo : ti infetti con il virus e spessissimo per fortuna non succede nulla, sviluppi i tuoi anticorpi prima le igm, poi le igg e te la sei cavata con nulla, magari un po’ di tosse secca, un po’ di dolori per le ossa, a volte un po’ di diarrea, spesso alterazione dell’olfatto e dei sapori che permane qualche mese.”. Ma c’è una seconda fase per alcuni… “ già purtroppo alcuni sviluppano la seconda fase, quella infiammatoria,febbre elevata debolezza dispnea.”

Vediamo che è successo a livello biologico,

D’Amico ci spiega che “a livello biologico il sistema immunitario aggredisce in modo sproporzionato le cellule che contengono il virus, uccidendo il virus, ma facendo un danno tissutale enorme, per questo si attiva il fibrinogeno e si crea una microembolia disseminata ovvero una una specie di CID(coagulazione intravasale disseminata). Ecco perche’ in molti miei pazienti poi ricoverati alle analisi trovavo un D-DIMERO elevato, era la degradazione del fibrinogeno.

La polmonite quindi è un abbaglio scientifico?

“Alla luce di ciò e’ chiaro che la polmonite interstiziale su cui si fondava tutto fosse un abbaglio. Le persone non respiravano perche’il sangue non arrivava ai polmoni dato che il microcircolo dei piccolissimi capillari polmonari che dovevano provvedere allo scambio co2 – o2 erano intasati da microembolia, in questo modo si spiegano anche i danni renali, perche’ anche li’ nei glomeruli renali ci sono vasi piccolissimi, quindi compreso questo siamo potuti intervenire”

L’intervento con clorichina 

“Avendo a disposizione un farmaco come la clorochina e la idrossiclorochina(Plaquenil) che viene usata sia nell’artrite reumatoide sia nella malaria (fra l’altro di poco costo e abbastanza reperibile) si possono usare nella prima fase ai primi sintomi. Se la situazione tende a peggiorare si passs all’eparina a basso peso molecolare 8 o 10 mila u.i. al dì per bloccare la microembolia . Così si dovrebbe arrivare a non aver più necessità di intubare

+++ATTENZIONE+++

Più d’una speranza quindi, ovviamente vi ricordiamo di NON  procurarvi farmaci (non serve a nulla) o peggio somministrarli a voi o terzi, SERVE una diagnosi e SOPRATTUTTO un medico., nessuno sia sprovveduto, facciamo informazione consapevole, quindi vi ricordiamo d’usare la testa quando leggete informazioni di questo tipo.

+++ATTENZIONE+++

Carlo D’Amico è specialista in chirurgia generale da 38 anni medico di famiglia ,membro della commissione di ossigeno ozonoterapia dell’ordine dei medici di Roma master in utilizzo laser in chirurgia dermatologica. 

Marco Pugliese

Alan Conti

Alan Conti, direttore responsabile Bz News 24. Peregrinando tra redazioni e televisioni. Città e situazioni. Sempre alla ricerca della prossima notizia da raccontarvi.

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